Torino, arrestato l’ex compagno di Daniela Florea: ipotesi femminicidio e occultamento del corpo

È stato arrestato a Torino Daniel Trandafir, 45 anni, idraulico romeno ed ex compagno di Daniela Florea, 36 anni. Nei suoi confronti la procura contesta femminicidio, maltrattamenti in famiglia aggravati e occultamento di cadavere.

La vicenda è emersa la sera del 20 luglio, quando il corpo della donna è stato trovato nel suo appartamento di via Paisiello, nel quartiere Barriera di Milano. Florea, che si era trasferita da pochi mesi con il figlio di sei anni dopo la fine della relazione, era stata nascosta nel contenitore del letto matrimoniale, avvolta in un lenzuolo.

A fare la scoperta è stato un amico della vittima. Non riusciva a sentirla da una decina di giorni e, per andare a cercarla, si è servito di un mazzo di chiavi ricevuto dal proprietario dell’alloggio. Una volta entrato, ha percepito un forte odore e ha chiamato la polizia, che ha rinvenuto il cadavere in avanzato stato di decomposizione.

Le indagini, coordinate dalla pm Delia Boschetto e dalla Squadra mobile guidata da Davide Corazzini, hanno portato la stessa sera al rintraccio di Trandafir nella sua abitazione, ancora nella periferia nord di Torino. Con lui si trovavano il figlio della coppia e la cagnolina Maya.

Gli accertamenti autoptici e medico-legali hanno indicato che Florea sarebbe stata colpita con violenza alla testa e poi soffocata. Una delle ricostruzioni parla di un grave politrauma cranico e della compressione di bocca e collo, quadro ritenuto compatibile con un’asfissia meccanica. Secondo gli inquirenti, la morte risalirebbe alla notte tra il 9 e il 10 luglio, quindi diversi giorni prima del ritrovamento.

Non viene escluso che il bambino fosse in casa al momento dell’omicidio; dopo la scoperta del corpo della madre, il piccolo è stato affidato a una comunità. Trandafir, difeso dagli avvocati Roberto Brizio e Pietro Paolo Cassini, ha negato ogni coinvolgimento, ma per gli investigatori avrebbe fornito versioni tra loro contraddittorie sull’ultima volta in cui aveva visto la donna. In suo possesso sarebbe stato inoltre trovato un secondo mazzo di chiavi dell’appartamento.

Nel corso dell’inchiesta sono stati ascoltati diversi testimoni e sono stati esaminati tabulati telefonici e immagini di videosorveglianza. Per la procura, il movente sarebbe da ricondurre al fatto che l’uomo non avrebbe mai accettato la rottura e avrebbe cercato di mantenere su Daniela un controllo costante.