Tor Bella Monaca, fermato il compagno di Dafne Sabaudo: indagini orientate verso il femminicidio

La morte di Dafne Sabaudo, trovata il 13 luglio ai piedi di un palazzo di via dell’Archeologia, a Roma, è stata riletta dagli investigatori come un femminicidio. La donna era caduta dalla terrazza condominiale nel quartiere di Tor Bella Monaca, e per giorni il caso era rimasto aperto anche all’ipotesi di un gesto volontario.

Venerdì 31 luglio la polizia ha fermato Mohamed Trabelsi, compagno della vittima e indicato come tunisino e convivente. Secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe stato lui a spingerla nel vuoto al termine di una lite violenta. Le fonti disponibili non concordano sull’età della donna, descritta in un passaggio come 30enne e in un altro come 31 anni.

Il cambio di direzione nelle indagini è arrivato dopo gli accertamenti del VI Distretto di polizia del Casilino, coordinati dal pubblico ministero Saverio Francesco Musolino. A pesare sarebbero state le testimonianze di alcuni residenti, che hanno riferito di litigi frequenti e di una discussione sentita sulle scale del palazzo.

Determinanti anche le immagini delle telecamere interne: nei filmati, la coppia viene vista salire verso la terrazza e poco dopo scendere soltanto Trabelsi, con in mano la borsa della donna. Gli inquirenti hanno inoltre contestato all’uomo versioni giudicate discordanti sui suoi spostamenti.

Dopo la convalida del fermo, il gip dovrebbe disporre per Trabelsi la custodia cautelare in carcere. Sul caso è intervenuto anche il presidente del VI Municipio delle Torri, Nicola Franco, che ha ringraziato gli investigatori per la rapidità e ha espresso vicinanza alla famiglia, parlando di una donna uccisa in un femminicidio.