Terremoto di magnitudo 7,4 in Colombia occidentale: danni diffusi e bilancio delle vittime ancora incerto

Un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia occidentale con epicentro nell’area di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, lasciando dietro di sé una scia di distruzione in più regioni del Paese. I danni hanno interessato ospedali, aeroporti, strade e abitazioni nei dipartimenti di Chocó, Caldas, Risaralda e Valle del Cauca.

Il numero delle vittime non è ancora definito e le ricostruzioni disponibili restano molto distanti tra loro: si va da oltre 70 morti fino ad almeno 77, 111 o 124 decessi. Le ricerche dei dispersi proseguono tra le macerie mentre i dati continuano a essere aggiornati.

Tra le località più colpite figurano Pereira, Manizales, Cali e Cartago, dove sono stati segnalati crolli in diversi punti della regione. A Cali una parte dell’Ospedale Universitario del Valle è collassata, in particolare l’ala pediatrica e quella di terapia intensiva. Il direttore ha riferito che ci sono almeno 10 persone intrappolate, con almeno un morto confermato e il timore che le vittime possano arrivare a cinque.

L’intera struttura sanitaria è stata evacuata, non può accogliere nuovi pazienti e ha bisogno di sangue e soccorsi. In un’altra struttura sanitaria associata a Cartago è stato segnalato il crollo di una parte dell’edificio.

A Manizales risultano danneggiate anche la cattedrale e diverse abitazioni. Una fonte parla di più di dieci edifici completamente distrutti e di oltre venti case lesionate; un’altra riporta almeno due morti in città. Anche su Pereira le cifre non coincidono: in un resoconto si parla di almeno 18 vittime, mentre un altro indica Risaralda come il dipartimento con almeno 40 morti.

La scossa è stata avvertita in una vasta area della Colombia, compresa Bogotá, oltre che in altre città e perfino oltre confine. In alcuni centri il sisma è durato circa 96 secondi, ma per molte persone la sensazione è stata di un evento molto più lungo, fino a sembrare un’eternità.

Le autorità hanno segnalato interruzioni di gas, luce, acqua e comunicazioni e hanno invitato la popolazione a usare social network o app di messaggistica per evitare di sovraccaricare le linee. Per controlli di sicurezza sono stati chiusi almeno per la giornata gli aeroporti di Cali, Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura, con sospensione dei voli fino alle verifiche sulle infrastrutture.

Il presidente Abelardo de la Espriella ha detto di aver chiesto un rapporto dettagliato, di voler raggiungere Pereira e di aver decretato lo stato di emergenza per calamità naturale. Il suo insediamento risale a soli tre giorni prima. Da Bogotá, l’ambasciatore italiano ha riferito che al momento non risultano connazionali coinvolti, mentre la Farnesina continua a seguire l’evoluzione della situazione. La commissaria Ue Hadja Lahbib ha espresso solidarietà al popolo colombiano e ha indicato che l’Unione europea è pronta a fornire sostegno.