Una forte scossa di magnitudo 4.7 ha colpito ieri sera, venerdì 31 luglio, i Campi Flegrei con epicentro nell’area della Solfatara di Pozzuoli, facendo tremare in modo netto Napoli e gran parte della provincia. Il sisma è stato indicato come il più intenso registrato nella zona negli ultimi quarant’anni e ha spinto molte persone a scendere in strada per la paura.
Nel capoluogo si sono moltiplicati i problemi: in diversi quartieri sono stati segnalati blackout, interruzioni della rete internet, ascensori rimasti bloccati e caduta di calcinacci. I vigili del fuoco hanno ricevuto numerose richieste di intervento, anche per controlli sugli edifici danneggiati e per il crollo di un solaio.
La sequenza non si è fermata con la prima scossa. Dopo le 22 è arrivato un altro evento, di magnitudo 3.8, che ha riacceso l’allarme tra i residenti. Più tardi, all’alba, alcune cronache hanno segnalato ulteriori repliche sopra il grado 3, con valori di 3.1 e 3.0, mentre un resoconto ha parlato di almeno una trentina di scosse complessive.
Il quadro delle conseguenze resta in evoluzione e cambia da un aggiornamento all’altro. La Protezione civile ha indicato 21 feriti, tra cui due in codice rosso, mentre altre ricostruzioni parlano di una ventina di persone ferite. Anche sul fronte degli sfollati i numeri non coincidono: una fonte riferisce lo sgombero di 22 nuclei familiari, un’altra di 22 famiglie, e un’altra ancora di 130 famiglie, pari a circa 250 persone. In ogni caso, le verifiche sulle abitazioni potrebbero far crescere il totale.
Le persone costrette a lasciare casa sono state assistite o ospitate in aree di accoglienza a Napoli e Pozzuoli. Nel comune flegreo sono stati predisposti 185 posti letto al Palatrincone, con la distribuzione di acqua e beni di prima necessità. Alcuni residenti hanno trascorso la notte in auto o in strada.
A Pozzuoli i danni più evidenti riguardano edifici lesionati e crolli parziali. In via Pergolesi è stato segnalato il distacco di una parte di muro da una palazzina, con grosse pietre di tufo finite su auto in sosta senza provocare feriti. Altri fabbricati presentano facciate danneggiate e lesioni. Un’ulteriore ricostruzione parla dell’inagibilità di nove edifici, tra cui immobili in via Ciliano e via Fasano, oltre al pericolo di crollo di un campanile in via Sacchini. Sono in corso anche verifiche sulla stabilità di edifici e costoni rocciosi.
La risposta istituzionale si è attivata con la convocazione del Centro coordinamento soccorsi in Prefettura e dell’Unità di crisi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue l’evoluzione della situazione, mentre il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha spiegato che il coordinamento tra le strutture operative è in corso e che lo sciame sismico non si è ancora fermato.
Restano intanto bloccati il porto di Pozzuoli, con la banchina dichiarata non agibile e la sospensione di traghetti e aliscafi verso le isole, e la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, compresa l’Alta Velocità, ferma per le verifiche tecniche. Ad Agnano si è verificato anche il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione, con disagi alla fornitura elettrica per circa 100.000 utenze.
Tra le conseguenze indirette figura anche un principio d’incendio nell’istituto penale per minorenni di Nisida, probabilmente legato alla scossa. L’episodio ha causato l’interruzione della corrente e ha reso più difficili i soccorsi. Il sindacato Sappe sostiene che la struttura non garantisca adeguati livelli di sicurezza e chiede la chiusura immediata e il trasferimento dei detenuti, richiamando criticità anche nella casa circondariale di Pozzuoli. Le autorità locali e nazionali continuano a monitorare una situazione che resta aperta.