Termoli, nuovo contratto di solidarietà per 1.721 lavoratori Stellantis dall 31 agosto

Dal 31 agosto a Termoli scatterà un nuovo contratto di solidarietà per 1.721 lavoratori dell’area motori di Stellantis, con validità fino al 29 agosto 2027. La misura riguarda gli addetti e i profili collegati alle unità Unit Engine V6, Gse e Gme 2.0, T4 ed è stata resa nota dai sindacati dopo il confronto tra la direzione dello stabilimento e le segreterie regionali delle sigle metalmeccaniche.

Francesco Guida della Uilm Molise e Marco Laviano della Fim-Cisl hanno spiegato che il nuovo accordo ricalca l’impostazione del precedente e mantiene la maturazione dei ratei anche nei giorni non lavorati del mese, su richiesta delle rappresentanze. I due sindacalisti lo hanno indicato come un strumento difensivo utile ad affrontare una fase molto difficile.

La proroga arriva mentre lo strumento in scadenza il 31 agosto viene esteso per un altro anno. Nello stesso periodo Stellantis ha adottato una misura simile anche a Pomigliano d’Arco, dove il 6 agosto era stata concordata la proroga per 3.750 addetti, in un quadro segnato dalla crisi del settore automotive e dal contesto economico e geopolitico internazionale.

Più in generale, la situazione degli impianti italiani resta fragile. Mirafiori è l’unico sito senza contratto di solidarietà, ma per circa 450 lavoratori tra ex mascherine ed ex Pcma continua a operare un ammortizzatore sociale. Le otto giornate di produzione al sabato annunciate per due mesi, inoltre, non rispondono a nuovi ordini per la 500 ibrida, ma al recupero dei fermi del primo semestre che altrimenti sarebbero stati pagati.

Anche Melfi registra fermi produttivi legati a difficoltà di approvvigionamento dei materiali, mentre Cassino è fermo dall’1 agosto e riaprirà a settembre, senza novità prima di fine anno. Per quel periodo l’azienda ha indicato il piano di rilancio di Maserati in partnership con un marchio cinese, con ricadute attese anche sul sito in provincia di Frosinone. Sul resto del 2026, la ripresa tra gennaio e giugno è stata descritta come solo parziale: migliore del 2025, definito l’anno peggiore dal dopoguerra, ma sostanzialmente vicina al 2020 del lockdown Covid.