Martedì l’Italia porterà al Consiglio europeo una proposta che punta a cambiare il modo in cui l’Unione gestisce i rimpatri dei migranti irregolari. L’idea, sostenuta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, prevede la creazione di nuovi hub sul modello dell’intesa con l’Albania, ma con finanziamento europeo e con collocazione soprattutto in Africa.
Per accompagnare questa iniziativa, Roma intende spingere anche su un’applicazione più rigorosa del programma Gsp+, approvato quest’anno e destinato a partire dal primo gennaio 2027. Il meccanismo collega i benefici tariffari riservati ai Paesi in via di sviluppo alla collaborazione concreta nel riammettere i propri cittadini presenti illegalmente nell’Unione europea.
Intanto, secondo indiscrezioni successivamente confermate da fonti di governo, ha già preso forma un primo elenco di Stati che potrebbero essere coinvolti nel progetto. Nella lista compaiono Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uganda, Uzbekistan, Armenia, Montenegro ed Etiopia.
Su un piano diverso, ma nello stesso contesto internazionale segnato dai movimenti di persone e dalle tensioni regionali, Papa Leone XIV è tornato a parlare di migranti dopo l’Angelus del 2 agosto. Il Pontefice ha espresso preoccupazione per la situazione a Ceuta e ha chiesto che vengano trovate «soluzioni di pace, stabilità e giustizia» per chi vi si trova in difficoltà.
Il Papa ha richiamato le difficoltà dell’enclave spagnola dopo il massiccio flusso arrivato dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio. Su numeri e bilancio finale continuano però a esserci versioni diverse: fonti di sicurezza citate da Efe parlano di circa 73.500 rientri in Marocco e 71 morti, mentre il ministero dell’Interno spagnolo mantiene una stima ufficiale di oltre 48.300 rientri, 50.000-60.000 ingressi e 84 vittime.
Nel suo intervento Leone XIV ha allargato lo sguardo ai conflitti in corso nel mondo, invitando alla preghiera perché cessino le guerre e si aprano strade diplomatiche. Ha citato anche le vittime dei raid russi in Ucraina e di un attentato suicida a Mosca.
Infine, il Pontefice ha annunciato che giovedì 6 agosto si recherà ad Assisi per incontrare i giovani del Go! Franciscan Youth Meeting 2026 insieme agli ordini francescani. Nel suo annuncio ha richiamato la festa del Perdono di Assisi, in corso dal 29 luglio al 3 agosto, e l’ottavo centenario del transito di san Francesco.