Rai verso il cambio a Report, cresce l’ipotesi di sostituire Ranucci

La Rai sarebbe ormai indirizzata a cambiare la guida di Report, con una decisione attesa nei prossimi giorni e, secondo alcune ricostruzioni, anche già martedì o comunque prima del prossimo weekend. Nel dossier che sta passando al vaglio dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, l’azienda non starebbe valutando la sospensione di Sigfrido Ranucci, che resta vicedirettore ad personam degli Approfondimenti Rai e parte offesa nell’inchiesta della procura di Roma, ma un suo possibile spostamento in un altro incarico.

Le ipotesi sul nuovo collocamento vanno da Rai3 a Rainews. Per la successione alla conduzione circola il nome di Federico Ruffo, già collaboratore di Report e oggi alla guida di Mi manda Rai Tre, ma non viene esclusa neppure una soluzione interna. La comunicazione formale, stando ad alcune indiscrezioni, potrebbe arrivare entro il weekend, mentre il nuovo ciclo del programma è previsto dall’8 novembre.

Il capitolo più delicato del fascicolo riguarda anche il possibile danno d’immagine e reputazionale legato all’arresto di Valter Lavitola, che ha confessato di essere il mandante dell’attentato che lo scorso autunno distrusse le auto di Ranucci e della figlia. Sullo sfondo restano inoltre rapporti tesi dentro la redazione, con alcuni inviati che, sempre secondo le indiscrezioni, non sentirebbero il conduttore da giorni.

Ranucci ha respinto l’ipotesi di farsi da parte e ha ricordato di essere già stato in passato oggetto di richieste di licenziamento. Ha definito una delle trasmissioni più virtuose della Rai il programma che guida, sia per gli ascolti sia per i costi contenuti.

La vicenda ha subito assunto anche un profilo politico. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto alla Rai di fermarsi, sostenendo che un’eventuale rimozione sarebbe il risultato della volontà di Palazzo Chigi e accusando il governo di voler colpire il programma per le inchieste su Fratelli d’Italia. Luca Pirondini ha parlato di una scelta che punirebbe il giornalismo d’inchiesta e ha definito vomitevole l’idea di allontanare Ranucci mentre altri restano al loro posto.

Fratelli d’Italia ha replicato portando la polemica a Bruxelles, con una lettera alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen firmata dall’intera delegazione di eurodeputati guidata da Stefano Cavedagna, Carlo Fidanza e Nicola Procaccini. Nel testo il partito nega che ci sia un attacco politico contro Report e sostiene che il nodo sia l’assenza di equilibrio della trasmissione sotto la conduzione di Ranucci, descritto come fazioso e autore di teoremi contro il partito e la sua leader.

FdI richiama anche un’analisi secondo cui, su 404 inchieste esaminate dall’insediamento del governo Meloni, il 43,5% della produzione di Report avrebbe riguardato in varie forme il partito o Giorgia Meloni. Ranucci ha replicato sui social ricordando che il programma, pur passato più volte al vaglio dell’Agcom, in trent’anni non è mai stato sanzionato o condannato per violazioni di par condicio o pluralismo. A sua volta il Movimento 5 Stelle ha accusato Fratelli d’Italia di usare il Media Freedom Act contro una trasmissione che, a suo dire, ha sempre fatto inchieste su tutti, parlando anche di una volontà di continuare la colonizzazione della Rai mentre si blocca la riforma del servizio pubblico.