L’Italia chiude gli Europei di nuoto di Parigi con un bilancio di primo piano, trainata soprattutto da Simona Quadarella, protagonista anche nell’ultima giornata con il terzo oro personale.
La romana ha completato il suo percorso vincendo i 400 stile libero in 4’01”34, dopo i successi già ottenuti negli 800 e nei 1500. Nella parte finale di gara ha recuperato terreno sulle tedesche Isabel Gose e Maya Werner, ferme rispettivamente all’argento e al bronzo. Per Quadarella si tratta dell’undicesimo titolo europeo individuale e del terzo tris consecutivo agli Europei, dopo quelli del 2018 e del 2021.
La nuotatrice ha spiegato di aver impostato una prova molto lucida, dicendo di aver temuto di non riuscire a chiudere davanti fino all’ultimo tratto. Ha indicato nei 50 metri conclusivi il momento decisivo e ha aggiunto di sentirsi oggi diversa rispetto al 2018, con una consapevolezza più solida.
Con questo risultato, la nazionale azzurra termina seconda nel medagliere alle spalle della Gran Bretagna. Le due squadre chiudono separate da un solo oro, ma l’Italia mette insieme più medaglie complessive. Nelle cifre riportate, la Gran Bretagna risulta a quota 13 ori e 26 medaglie totali, mentre per gli azzurri vengono indicati 13 ori e un conteggio complessivo diverso a seconda delle fonti: 15 argenti e 15 bronzi per l’Ansa, 43 medaglie totali per il Fatto Quotidiano, che parla di 13 ori, 14 argenti e 16 bronzi.
La giornata finale consegna però anche diverse occasioni mancate. Benedetta Pilato conquista l’argento nei 50 rana in 29”94, a un solo centesimo da Rūta Meilutytė, oro in 29”93. Un altro centesimo la separa dal bronzo dell’irlandese Mona McSharry. La tarantina, che in batteria aveva ottenuto il miglior tempo, ha commentato con ironia: Questo centesimo mi perseguita. Ha comunque espresso soddisfazione per essere scesa tre volte sotto i 30 secondi, pur ammettendo che le sarebbe piaciuto vincere. Ha ricordato anche di aver perso il podio per un solo centesimo alle Olimpiadi di Parigi 2024.
Stesso margine minimo per Thomas Ceccon nei 100 dorso. Il veneto, già bronzo nei 200 dorso, chiude secondo in 52”28, preceduto dal greco Apostolos Christou, primo in 52”27. Il russo Pavel Samusenko completa il podio con 52”57. Ceccon ha riconosciuto il peso di quel centesimo, senza soffermarsi oltre sul risultato.
Gli altri due argenti dell’ultima sessione arrivano dalle staffette miste 4×100. Il quartetto femminile con Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Menicucci finisce secondo a 10 centesimi dalla Gran Bretagna, vincitrice in 3’53”50 con record dei campionati. Anche la staffetta maschile composta da Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio sfiora l’oro: il gruppo azzurro chiude in 3’28”86, battuto di 19 centesimi dagli atleti neutrali russi, primi in 3’28”67. Curtis ha osservato che in pochi avrebbero puntato su di loro e ha definito l’argento quasi una vittoria.
Fuori dal podio restano gli italiani impegnati nelle altre finali. Nei 50 stile libero, vinti dall’ucraino Nikita Šeremet in 21”13, Giovanni Guatti termina ottavo e ultimo in 21”83 dopo una qualificazione sorprendente. Nei 200 misti, Alberto Razzetti, già argento nei 400 misti, chiude quarto in 1’56”60, a un passo dal personale; l’oro va all’ungherese Hubert Kós in 1’54”24, l’argento allo spagnolo Hugo González de Oliveira e il bronzo al russo Mikhail Shcherbakov. Nei 200 farfalla femminili, Paola Borrelli è sesta in 2’08”23, mentre il titolo viene vinto dalla britannica Keanna Macinnes in 2’05”90 davanti alla danese Helena Bache e alla spagnola Laura Cabanes Garzás.
Il direttore tecnico Cesare Butini ha definito il cammino complessivamente molto positivo, pur osservando che il rientro dei russi ha reso il campionato più complicato del solito. Ha però sottolineato che la squadra ha alzato il livello delle prestazioni e ha consolidato la propria posizione di vertice grazie all’equilibrio tra i veterani, come Martinenghi, Ceccon, Quadarella e Pilato, e la crescita dei giovani, soprattutto tra le donne.