Piantedosi ferma per 45 giorni la Sea Watch 5 e multa la nave con 7.500 euro

Fermo amministrativo di 45 giorni e multa da 7.500 euro per la Sea Watch 5, nave battente bandiera tedesca. Il provvedimento è stato disposto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che contesta all’imbarcazione di non avere rispettato gli obblighi previsti durante un’operazione in mare.

Nel motivare la misura, il Viminale ribadisce una linea già nota: il soccorso in mare dovrebbe essere coordinato dagli Stati competenti e non dalle ong. La decisione arriva mentre Sea Watch respinge con forza l’impostazione del governo italiano e rivendica il proprio operato nel Mediterraneo.

Secondo la ricostruzione dell’organizzazione, il 13 agosto l’equipaggio ha tratto in salvo sei persone in acque internazionali e ha avvisato l’Italia e i Paesi europei vicini. Non sarebbe invece stato informato il centro di coordinamento del soccorso marittimo libico, indicato dalla ong come una autorità fittizia. Poco dopo, sempre secondo Sea Watch, uomini armati avrebbero puntato un fucile contro la nave ordinandole di allontanarsi.

La replica dell’associazione è stata netta: Sea Watch ha sostenuto di non collaborare con criminali e trafficanti e ha chiesto se il governo italiano possa dire lo stesso. Nel suo attacco, la ong ha accusato Italia ed Europa di avere dato legittimità e sostegno alle autorità libiche.

In questo quadro, Sea Watch ha citato anche i nomi di Bija, Almasri e Saddam Haftar come esempi di figure con cui, a suo dire, il governo italiano avrebbe stretto o continuerebbe a stringere rapporti. L’organizzazione ha infine collegato il provvedimento al numero di vittime nel Mediterraneo, affermando che il 2026 si sta già configurando come l’anno più mortale dell’ultimo decennio e ricordando il ritrovamento, nel fine settimana precedente, di 14 corpi senza vita alla deriva.