Perù, aereo turistico precipitato vicino a Nazca: 13 morti, tra le vittime sette italiani

Un piccolo aereo turistico della compagnia peruviana Aerodiana è precipitato nel sud del Perù durante il trasferimento dalle vicinanze di Pisco verso Nazca, dove era previsto il sorvolo delle celebri Linee di Nazca. Nell’impatto sono morte 13 persone e non ci sono sopravvissuti.

Tra le vittime figurano sette italiani, due spagnoli e due tedeschi. Sulle altre presenze a bordo le ricostruzioni non coincidono del tutto: le versioni più diffuse parlano di due membri peruviani dell’equipaggio, mentre alcune fonti locali indicano 11 turisti, un pilota e una guida turistica; altre ancora riferiscono la presenza di due piloti peruviani.

Lo schianto è avvenuto poco prima delle 13 locali di sabato, cioè alle 20 in Italia, nella zona di Pueblo Viejo, vicino all’aerodromo Maria Reiche e non lontano da Nazca. Il velivolo avrebbe perso il contatto con il controllo del traffico a distanza di pochi minuti dal decollo, oppure circa un’ora dopo secondo un’altra ricostruzione riportata dai media peruviani. L’impatto è stato descritto come violentissimo e l’aereo è stato distrutto dalle fiamme, che hanno reso impossibile qualsiasi intervento di soccorso.

La causa del disastro non è ancora stata accertata. Tra le ipotesi principali c’è il maltempo: nella regione, nelle ultime ore, si sono registrati forti venti con danni, alberi caduti, incidenti stradali e sospensioni temporanee delle operazioni aeree in varie province.

Le autorità peruviane hanno aperto un’indagine e inviato sul posto tecnici da Lima. La procura locale ha disposto la rimozione dei corpi, che saranno trasferiti all’obitorio per l’identificazione e la restituzione ai familiari.

L’ambasciata italiana a Lima è in contatto con le autorità peruviane e la Farnesina ha confermato il decesso dei sette connazionali, avvisando le famiglie in Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è rimasto in contatto con l’ambasciatore, che ha inviato personale sul luogo dell’incidente.

Le vittime italiane appartenevano a due famiglie della Brianza, residenti a Monza e Seregno e in viaggio insieme. Si tratta del nucleo monzese dei Gianturco: Paolo Gianturco, 59 anni, la moglie Cristina Maria Bianco, 57, e i figli Pietro, 18, e Matteo, 24. L’altra famiglia è quella di Seregno, composta da Massimo Angelucci, 58 anni, la moglie Elena Sala, 58, e il figlio Lorenzo Angelucci, 24. Alcune fonti precisano che le due famiglie erano amiche.

Paolo Gianturco era partner di Deloitte e, secondo i colleghi, un professionista molto stimato; l’azienda e i suoi vertici lo hanno ricordato come un innovatore e un punto di riferimento per molti giovani. Massimo Angelucci era un imprenditore noto a Seregno e titolare della Icma Tecno di Lissone, mentre la moglie lavorava con lui in azienda; Lorenzo si era da poco laureato al Politecnico di Milano.

Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dalla premier Giorgia Meloni, dai sindaci di Monza e Seregno e dalla compagnia Aerodiana, che ha assicurato piena collaborazione alle indagini e ha annunciato di valutare la programmazione dei voli in base alle disposizioni delle autorità.