La visita di Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca ha riportato al centro del confronto con Donald Trump il nodo dei Patriot, in particolare la possibilità di ottenere licenze per produrre in Ucraina i missili intercettori. Sullo sfondo resta la guerra, con la Russia che continua a colpire città e infrastrutture ucraine attraverso attacchi balistici e ipersonici.
Al termine di un colloquio durato circa un’ora, definito dalla Casa Bianca “positivo e produttivo”, Zelensky ha raccontato su X di aver parlato con Trump di “licenze” e di “diverse altre idee che potrebbero aiutare”. Nel confronto, ha aggiunto, ha avuto spazio anche il tema della diplomazia con Mosca e i due team continueranno a lavorare sui dettagli.
Alla riunione hanno preso parte anche il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo del Pentagono Pete Hegseth. Per Kiev, il dossier Patriot non riguarda soltanto l’acquisto di nuovi sistemi, ma anche la costruzione di una capacità industriale propria, meno dipendente dall’Occidente.
L’appuntamento ha segnato un nuovo passo nel riavvicinamento tra i due leader dopo il durissimo scontro di febbraio 2025 nello Studio Ovale, anche se la linea di Trump continua a essere considerata mutevole. Sul tema specifico, Zelensky ha richiamato anche l’annuncio fatto da Trump il 7 luglio ad Ankara: “Vi concederemo la licenza per produrre il Patriot”.
Il presidente ucraino ha portato a Washington anche una proposta legata ai droni: una fabbrica negli Stati Uniti che unisca la capacità produttiva americana con il know-how sviluppato dagli ingegneri ucraini in oltre tre anni di guerra. Nel colloquio, ha riferito Zelensky, è stato affrontato anche il contributo di Kiev alle operazioni contro interessi iraniani, comprese le azioni contro navi usate da Teheran per sostenere lo sforzo bellico russo. In questo quadro, la tecnologia militare ucraina per i droni viene osservata con interesse anche da Washington.
Prima dell’arrivo negli Stati Uniti, Zelensky aveva ottenuto altri sviluppi dai contatti con Londra. Dopo l’incontro con il neo premier britannico Andy Burnham, Kiev ha ricevuto l’accesso a tecnologie di guerra elettronica chiamate “Stone Cloak”, pensate per rendere più difficile l’individuazione dei droni ucraini. Lo stesso Zelensky ha inoltre proposto un impianto di produzione di droni cofinanziato nel Regno Unito.
Non è mancato neppure un sostegno inatteso: Laura Loomer, cospirazionista di destra e amica di Trump, di recente è stata a Kiev e ha ammesso di aver criticato l’Ucraina per anni.
La giornata americana del presidente ucraino si è chiusa al Congresso, dove ha incontrato un gruppo bipartisan di senatori nel giorno in cui è iniziato l’esame di un nuovo pacchetto di sanzioni contro Russia e Iran sostenuto da Trump. Zelensky aveva anche rivolto a Trump le condoglianze per la morte del senatore Lindsey Graham, definito “un vero amico dell’Ucraina”. Proprio il provvedimento avviato in queste ore, il Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act, richiama simbolicamente il nome del senatore della Carolina del Sud.