Nuovi raid tra Ucraina e Russia, Zelensky rilancia l’appello: “più pressione”

Nelle ultime ore il conflitto tra Russia e Ucraina ha registrato un nuovo scambio di attacchi con vittime civili e danni a infrastrutture e abitazioni. In Ucraina, la regione di Odessa è stata colpita nella notte da droni e missili balistici: secondo le Forze Aeree citate da Rbc-Ukraine, nell’area si sono verificati problemi alla fornitura elettrica e, stando alle prime indicazioni dell’amministrazione militare, sono stati danneggiati edifici residenziali e altre strutture. A Odessa, il Dipartimento di Protezione Civile ha riferito anche di auto incendiate e ulteriori danni a case.

A Kharkiv, nel quartiere di Saltivskyi, il sindaco Ihor Terekhov ha parlato di un attacco russo contro un condominio e poi contro un altro grattacielo vicino, con distruzione tra il 7° e il 10° piano. Il capo dell’amministrazione militare Oleg Synegubov ha poi comunicato che sul posto è stato trovato un cadavere, aggiornando il bilancio a due morti e diversi feriti, uno dei quali in condizioni gravi.

In senso opposto, la città russa di Belgorod è stata colpita da droni ucraini. Il governatore ad interim Alexander Shuvayev, citato dalla Tass, ha parlato di almeno 13 feriti, tra cui due bambini. Nello stesso quadro, Vatican News ha riferito di una crescente pressione russa su Slovyansk e Kramatorsk, nel Donetsk ancora sotto controllo ucraino, e di un centro commerciale colpito a Pavlohrad, dove sarebbero rimasti feriti anche quattro bambini.

Dal fronte politico, Volodymyr Zelensky ha chiesto “più pressione, più sanzioni contro la Russia e più difesa aerea per l’Ucraina”, denunciando nuovi attacchi “brutali”. Secondo il presidente ucraino, Mosca avrebbe impiegato in una sola settimana 61 missili, più di 1560 droni d’attacco e 1540 bombe aeree. In un’intervista, sempre secondo il resoconto, Zelensky ha anche sostenuto che Vladimir Putin starebbe preparando “una mobilitazione di massa non dichiarata” e ha affermato che Pyongyang avrebbe deciso di inviare in Russia tra 30 mila e 50 mila soldati nordcoreani.

Parlando a Belgrado con Aleksandar Vučić, lo stesso Zelensky ha avvertito che l’Ucraina “non ha più praticamente centrali termoelettriche intatte”, legando alla prosecuzione della guerra i timori per l’inverno. Sul piano diplomatico, Ursula von der Leyen ha salutato su X il 21° pacchetto di sanzioni e l’adozione del Graham Bill da parte del Senato Usa, spiegando che vanno colpite tutte le fonti di reddito che alimentano l’aggressione russa, dagli oligarchi alle esportazioni energetiche fino alla flotta ombra.

La Turchia ha intanto rilanciato la richiesta di una moratoria nel Mar Nero dopo gli attacchi a navi civili. Il ministro Hakan Fidan ha indicato la necessità di un meccanismo per dichiarare una tregua, sostenendo che il conflitto si sarebbe esteso a tutte le navi mercantili. Separatamente, la Bild am Sonntag ha riferito che la Germania ha espulso dall’inizio dell’invasione circa 400 cittadini russi e più di 80 diplomatici; l’ultima espulsione, secondo quelle fonti, risalirebbe al gennaio 2026, mentre il ministero dell’Interno tedesco avrebbe indicato 313 cittadini russi allontanati fra il 1° febbraio 2022 e il 31 giugno 2026.

Anche Papa Leone XIV è tornato a rivolgere un appello contro gli attacchi ai civili in Ucraina e Russia. Durante l’Angelus ha parlato di “notizie dolorose” e “tragici episodi”, chiedendo il rispetto del diritto umanitario e invitando a fermare la spirale di violenza per lasciare spazio alla diplomazia e al dialogo. Nel messaggio domenicale ha esteso l’attenzione al Sudan, definendo la situazione “tragica” e chiedendo corridoi umanitari e un cessate il fuoco immediato. Nella catechesi che ha preceduto l’Angelus, ha commentato il passo di Matteo sul lago di Galilea, insistendo sul fatto che la sequela cristiana passa anche attraverso il riconoscimento della fragilità e che Gesù non abbandona chi lo accoglie con umiltà nella barca della propria vita.