Nuova ondata di attacchi russi sull’Ucraina nelle ultime ore, mentre Kiev sostiene di avere colpito obiettivi in Russia e nel Mar Caspio con operazioni a lungo raggio. Volodymyr Zelensky ha avvertito che Mosca avrebbe predisposto altri missili per un nuovo assalto «entro le prossime 48 ore» e ha chiesto alla popolazione di rispettare gli allarmi aerei. Il presidente ucraino ha aggiunto che nella notte sono stati lanciati due missili e quasi 160 droni contro più regioni del Paese.
Il quadro delle vittime resta in aggiornamento. A Sumy, nel nord-est, le autorità ucraine parlano di almeno tre morti e di incendi diffusi: secondo il Servizio di emergenza statale, sono state colpite infrastrutture civili e aree vicine a edifici residenziali, con i soccorritori costretti a sospendere più volte gli interventi per il timore di nuovi bombardamenti. Il governatore Hryhorov ha poi riferito che un drone russo ha ucciso tre autisti della società postale Nova Post. Altre ricostruzioni indicano invece due morti in un attacco contro un ufficio postale nella stessa città.
A Slovyansk, nell’oblast di Donetsk, Zelensky ha parlato di oltre dieci edifici residenziali danneggiati e di tre morti; altre fonti riportano cinque vittime complessive, incluse persone colpite da bombe guidate, oltre ai danni al consolato onorario lettone. A Kherson, il governatore Prokudin ha segnalato un morto e due feriti dopo un attacco mattutino nei quartieri Centro e Korabelnyi. Colpiti anche Kharkiv, Zaporizhzhia, Kherson e la sua regione, Poltava, Chernihiv, Odessa, Mykolaiv e Dnipro. Zelensky ha detto che in totale dieci persone sono rimaste ferite negli attacchi della sera precedente.
Sul versante opposto, il presidente ucraino ha annunciato raid contro navi russe nel Mar Caspio, descritte come mezzi usati per trasportare materiale bellico diretto all’Iran, e contro una nave da guerra. Ha inoltre rivendicato strike su un impianto d’armi a Kirov, una raffineria a Tyumen, una struttura logistica a Ekaterinburg e un deposito di carburanti e lubrificanti a Rostov sul Don. Un’altra fonte riferisce anche di droni ucraini contro depositi e infrastrutture energetiche a Belgorod, con feriti e incendi, mentre a Engels-2, a Saratov, sono stati segnalati fiamme e fumo nell’aeroporto militare, senza conferme sull’origine dell’incendio.
Resta alta anche la tensione nei Paesi vicini. La Romania ha abbattuto per il secondo giorno di fila un drone entrato nel proprio spazio aereo: il velivolo è stato intercettato alle 8.34 locali e colpito da un F-16 pochi minuti dopo, 9,6 chilometri a ovest di Sfantu Gheorghe, nel delta del Danubio. Sul piano diplomatico, Kaja Kallas ha definito il raid al consolato onorario della Lettonia a Slovyansk prova del «totale disprezzo di Mosca per il diritto internazionale», annunciando la convocazione dell’inviato russo presso l’UE e nuove sanzioni mirate al complesso militare-industriale russo. Antonio Tajani ha condannato gli attacchi e la violazione dello spazio aereo romeno, esprimendo solidarietà a Lettonia e Romania.
Intanto Zelensky si prepara a vedere Donald Trump a Washington la prossima settimana. Il presidente ucraino ha definito «importante» il colloquio con Steve Witkoff e Jared Kushner, legandolo al tentativo di rilanciare la diplomazia e avvicinare la pace. Nelle stesse ore Sergey Lavrov ha incontrato Marco Rubio a margine dell’ASEAN: secondo Mosca, ha messo in guardia Washington contro ulteriori armi a Kiev, mentre il segretario di Stato americano ha ribadito che la posizione degli Stati Uniti non cambia e che l’obiettivo resta un accordo per chiudere la guerra iniziata con l’invasione russa del febbraio 2022.