Monte dei Paschi di Siena ha ottenuto il semaforo verde del consiglio di amministrazione al piano dell’ad Luigi Lovaglio per lanciare due offerte pubbliche di scambio distinte, una su Banco Bpm e una su Banca Generali. La scelta arriva come risposta difensiva rispetto all’ops da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo su Mps.
La riunione a Siena è andata avanti per circa sette ore. Hanno votato a favore nove consiglieri, tra cui tutti i membri della maggioranza e Corrado Passera, mentre i quattro rappresentanti della minoranza presenti si sono astenuti. Il comunicato ufficiale della banca è atteso in mattinata, prima dell’apertura di Borsa; secondo le ricostruzioni, il testo non sarebbe stato condiviso dalla minoranza perché privo delle loro valutazioni.
Il progetto, costruito con Ubs, Bofa, Vitale e Kbw, prevede pagamenti in azioni Mps e riconosce un premio agli azionisti di entrambe le società target. Se l’operazione su Banca Generali andasse in porto, nel capitale di Siena entrerebbe Assicurazioni Generali con una quota intorno al 10%: quella partecipazione potrebbe poi ridursi nel caso si realizzasse anche l’integrazione con Banco Bpm, ma resterebbe la base per una possibile partnership nella bancassicurazione. Il disegno industriale guarda anche alla scadenza, a fine 2027, della joint venture tra Mps e Axa e punta a un gruppo con capitalizzazione aggregata vicina ai 70 miliardi, oltre 2.600 sportelli, presenza nell’investment banking, nel private banking e nel risparmio gestito, oltre all’expertise di Banca Generali e Mediobanca nel wealth management. In altre ricostruzioni, la quota che Generali potrebbe ricevere nel nuovo perimetro viene indicata intorno al 10-13%.
La tappa più complessa riguarda Banco Bpm. Per far avanzare l’ops, Mps dovrà confrontarsi con Crédit Agricole, primo socio dell’istituto con il 29,3% del capitale, dopo che nelle scorse settimane i francesi avevano indicato come ipotesi preferita una fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia. La proposta di Siena viene descritta come non concordata con Banco Bpm e quindi ostile; il percorso dipenderà dall’atteggiamento di Parigi, che potrà aderire, trattare un assetto diverso oppure opporsi. In caso di successo, il nuovo gruppo rafforzerebbe in modo significativo la presenza sul territorio: Banco Bpm ha 1.400 sportelli e 3,6 milioni di clienti, mentre Mps dispone di circa 1.252 filiali, per un totale superiore a 2.600 punti operativi. Banco Bpm ha chiuso il 2025 con un utile di 2,1 miliardi e conta 19.000 dipendenti.
Anche Banca Generali sarebbe pagata in azioni Mps. La banca, controllata al 50,17% da Assicurazioni Generali e quotata per il resto sul mercato, è nata nei primi anni 2000 ed è in Borsa dal 2006. Oggi dispone di 2.405 tra private banker e wealth advisor, 1.313 dipendenti, 52 filiali e 180 uffici, con masse totali pari a 121,1 miliardi e un utile netto di 278,7 milioni al 30 giugno. La quota di Generali in Siena, attraverso Mediobanca, non verrebbe usata direttamente come corrispettivo, ma assumerebbe un ruolo strategico se l’offerta venisse accettata.
Prima di qualsiasi passo avanti resta però il nodo assembleare. Poiché Mps è oggetto dell’ops di Intesa, si applica la passivity rule e l’operazione alternativa dovrà passare dall’assemblea degli azionisti, convocata per il 29 ottobre e chiamata a raggiungere i due terzi dei voti. Il quadro azionario è complesso, anche perché i principali soci Delfin e Caltagirone risultano su fronti opposti. Secondo alcune ricostruzioni, il piano avrebbe già raccolto il sostegno di alcuni investitori rilevanti e di parte dei fondi internazionali, ma servirà anche il voto dei piccoli azionisti. Per favorire le adesioni, Mps mette sul tavolo un maxi-dividendo da 4 miliardi, un miliardo in più della componente cash offerta da Intesa.
Sul piano politico, nelle ultime ore sono arrivate le aperture della premier Giorgia Meloni e del Pd, mentre Matteo Salvini ha ribadito che per la Lega contano il rispetto della storia, dell’autonomia e del personale di istituzioni bancarie storiche come il Monte, rivendicando il ruolo del governo nel rilancio. In Borsa la reazione è rimasta prudente in attesa dei dettagli: Mps ha chiuso in lieve calo, Banco Bpm e Banca Generali hanno segnato rialzi moderati, Intesa è salita di poco, Unipol ha perso terreno e Piazza Affari ha terminato quasi invariata.