Dolly Parton si è spenta a 80 anni a Nashville, in Tennessee. A diffondere la notizia è stata la famiglia, che ha scelto un video affidato al nipote indicato dalle fonti come Bryan Seaver o Brian Seaver. Nel messaggio è stato detto che la cantante è morta serenamente, con le parole: «È morta in pace».
In un secondo intervento familiare, è stato ricordato che, dopo una vita vissuta nella luce, Parton si trova ora tra le braccia di Gesù. La sua salute, del resto, si era indebolita negli ultimi mesi: nel corso dell’anno precedente aveva già rinunciato a vari appuntamenti, compresa una residenza al Caesars Palace di Las Vegas e alcune uscite pubbliche, spiegando di aver trascurato sé stessa tra malattia e morte del marito. In agosto aveva poi cancellato anche un evento a Dollywood, il parco a tema che aveva creato in Tennessee.
Dalle radici nelle Smoky Mountains al successo mondiale
La storia di Parton era cominciata il 19 gennaio 1946 a Pittman Center, nelle Great Smoky Mountains. Quarta di dodici figli, era cresciuta in una famiglia povera ma molto unita, immersa nella fede pentecostale e nella musica religiosa. Da bambina aveva iniziato a cantare in chiesa e in radio; a 13 anni si era esibita al Grand Ole Opry e nel 1964 aveva raggiunto Nashville.
Dopo un primo tentativo nel pop andato meno bene del previsto, nel 1967 aveva pubblicato il suo album d’esordio Hello, I’m Dolly. Da lì aveva costruito la propria carriera country anche grazie al lavoro con Porter Wagoner, fino a diventare una delle voci più riconoscibili della musica americana.
Tra i brani che l’hanno resa celebre nel mondo figurano Jolene, 9 to 5, Here You Come Again, Coat of Many Colors e I Will Always Love You, resa ancor più nota dalla versione interpretata da Whitney Houston. Le fonti ricordano che ha scritto oltre 3.000 canzoni, ha venduto più di 100 milioni di dischi e ha totalizzato 25 singoli al primo posto e 49 album al vertice delle classifiche country; un’altra fonte la indica come l’artista country femminile più venduta di sempre, con oltre 160 milioni di album.
Non solo musica: cinema, affari e filantropia
Parton aveva costruito una carriera molto più ampia di quella di semplice cantante. Si era cimentata come attrice, autrice, imprenditrice e filantropa, passando anche dal cinema e dalla televisione. Aveva recitato in film come 9 to 5, Il più bel casinò del Texas, Nick lo scatenato e Fiori d’acciaio.
Nel 1986 aveva fondato Dollywood e nel tempo aveva sviluppato un vero e proprio universo di attività: teatri, una casa discografica, produzioni per piattaforme streaming e una linea di cosmetici. Due anni prima della sua morte, nel 1995, aveva creato l’Imagination Library, che nel mondo ha distribuito gratuitamente più di 200 milioni di libri per l’infanzia.
La sua generosità si è vista anche in altri contesti. Durante la pandemia aveva donato un milione di dollari alla ricerca sul vaccino Moderna e aveva sostenuto, con milioni di dollari, iniziative legate all’alfabetizzazione infantile, ai vaccini e ad altre cause sociali.
L’immagine pubblica e il legame con Carl Dean
L’estetica di Parton — fatta di abiti vistosi, capelli biondi, ironia e forte presenza scenica — era diventata parte essenziale del personaggio. Ma dietro quell’immagine c’era una donna che rivendicava intelligenza, talento e autonomia.
Per quasi 60 anni è stata legata a Carl Dean, proprietario di una ditta di asfaltature, conosciuto nel 1964 e sposato nel 1966. Dean è morto nel marzo 2025 a 82 anni e, stando alle ricostruzioni, da quel momento Parton non sarebbe più stata la stessa. La coppia non aveva avuto figli.
Alla notizia della scomparsa si è aggiunto anche il tributo del presidente Donald Trump, che su Truth ha espresso cordoglio e disposto che la bandiera americana fosse abbassata a mezz’asta in tutti gli Stati Uniti per una settimana, a partire dalle 18 di quel giorno. Le fonti ricordano inoltre che in passato Parton aveva rifiutato un’offerta di Medaglia della Libertà da parte di Trump ed era considerata, oltre ogni divisione politica, una figura capace di parlare a pubblici molto diversi.