La startup pechinese Moonshot ha annunciato Kimi K3 al Waic, la World AI Conference di Shanghai, riportando l’attenzione sul tema dei modelli di intelligenza artificiale open source.
Alla guida dell’azienda c’è Yang Zhiilin, 33 anni, ingegnere con esperienze in Google Brain e Meta AI. Secondo quanto comunicato, Kimi K3 conta 2,8 trilioni di parametri. Il modello viene descritto come vicino ai livelli più alti del settore e paragonabile, nelle intenzioni dichiarate, a sistemi di Anthropic o OpenAI. Il confronto, però, resta da verificare con test indipendenti.
Secondo il testo, dopo l’annuncio i titoli del comparto tech, con Nvidia tra quelli osservati, hanno segnato una flessione intorno al 2%, poi recuperata. Lo stesso testo richiama anche la reazione seguita all’inizio del 2025 all’annuncio di DeepSeek iR1, associata a una perdita di 1000 miliardi di dollari sul mercato azionario, senza ulteriori dettagli sul perimetro del calcolo.
Nel frattempo, secondo l’analisi riportata, cresce l’adozione di modelli open source e a basso costo anche tra le aziende statunitensi. Un analista citato indica che la quota di token utilizzati dalle imprese Usa tramite OpenRouter ha raggiunto picchi del 46% negli ultimi mesi, anche in relazione ai costi degli agenti di IA distribuiti da operatori come Anthropic e OpenAI.
Il tema dei costi viene presentato come rilevante anche per l’Italia. Nel testo si afferma che le pmi assorbono il 70% della forza lavoro, senza ulteriori specificazioni temporali o di perimetro. In questo quadro, modelli più accessibili vengono indicati come una possibile leva per favorire l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese.
Braden Hancock, cofondatore di Snorkel AI e partner di ricerca del Laude Institute, ha dichiarato che modelli open source solidi e all’avanguardia comprimeranno i margini e faranno scendere i prezzi delle aziende leader del settore IA, senza ridurre l’adozione della tecnologia.
Nel testo viene citato anche David Sacks, venture capitalist e consigliere della Casa Bianca, secondo cui alcune aziende statunitensi si sono rivolte a modelli cinesi di sicurezza informatica per colmare lacune operative quando modelli americani più avanzati si rifiutavano di svolgere tali compiti.
L’analisi riportata descrive un mercato dell’IA articolato tra modelli proprietari e open source. In questo contesto viene richiamata anche la presenza limitata dell’Europa, con Mistral AI a Parigi tra le eccezioni menzionate.