Meloni e Frederiksen rilanciano la linea dura sui migranti irregolari

Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen hanno scelto i social per diffondere un messaggio congiunto nel quale ribadiscono la loro convergenza sulla stretta all’immigrazione irregolare. Le due leader, indicate nel testo come le uniche donne alla guida di un governo nell’Ue, sottolineano di arrivare da tradizioni politiche diverse ma di condividere un obiettivo comune: difendere l’Europa.

Nel loro intervento affermano di non accettare un’immigrazione incontrollata e collegano questo fenomeno, a loro giudizio, a effetti negativi su criminalità, servizi pubblici e fiducia dei cittadini. Tra i casi che definiscono più gravi citano i migranti privi di titolo di soggiorno che commettono reati violenti, traffico di droga o violenze sessuali.

Meloni e Frederiksen rivendicano anche di aver contribuito a cambiare l’interpretazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nei confronti dei cittadini stranieri autori di reati gravi. Secondo quanto sostengono, questa impostazione dovrebbe portare a un aumento delle espulsioni. Nel messaggio indicano inoltre i centri di rimpatrio in Paesi terzi e altre misure definite “innovative” fuori dall’Europa come strumenti su cui stanno lavorando.

Le due premier legano il rispetto delle leggi a quello dei valori europei e richiamano il patrimonio culturale cristiano del continente. Chiedono a chi arriva in Europa di rispettarne i principi senza imporre modelli di vita diversi.

La stessa linea è stata rilanciata anche sul piano politico da Antonio Tajani, che ha parlato della necessità di difendere le frontiere esterne, rafforzare Frontex, contrastare le organizzazioni criminali, creare hub per i rimpatri e aumentare la cooperazione con i Paesi d’origine e di transito.

Le ricostruzioni ricordano infine che l’intesa tra Roma e Copenaghen sul tema è già emersa in più occasioni, dalla lettera firmata da 22 leader europei a inizio agosto per chiedere una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno fino ad altri incontri informali fra Stati Ue interessati alle cosiddette soluzioni innovative, passando per precedenti richieste di rivedere l’interpretazione di alcune convenzioni sui migranti.