Mattarella ricorda Sant’Anna di Stazzema: “un monito ancora attuale”

Nel giorno dell’82esimo anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, Sergio Mattarella ha riportato al centro della commemorazione la strage del 12 agosto 1944, indicandola come uno dei luoghi simbolici da cui nasce la Repubblica e come un richiamo che conserva intatta la sua forza.

Nel messaggio del presidente della Repubblica, il ricordo delle 560 vittime — in larga parte donne, anziani e bambini — è stato legato alla responsabilità di non rimuovere ciò che accadde quando i reparti delle SS, con la complicità dei fascisti, diedero avvio a un massacro che Mattarella ha descritto come l’abisso in cui possono precipitare le guerre. Il capo dello Stato ha avvertito che oggi tornano a manifestarsi volontà di potenza e progetti di dominio, anche in forme nuove, e ha definito la memoria insieme un dovere civile e un gesto di liberazione. Libertà, democrazia e conquiste civili, ha ribadito, non sono mai acquisite per sempre.

Alla commemorazione è intervenuto anche Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio ha sostenuto che l’eccidio non deve essere soltanto ricordato, ma deve orientare l’azione politica verso la pace. Per Tajani, il sacrificio delle vittime, compresi i bambini neonati, non può restare senza significato e deve contribuire a costruire la pace; ha aggiunto che il governo vuole fare in modo che la pace resti la fonte di ispirazione di ogni attività politica.

Nel suo intervento, Tajani ha richiamato gli 80 anni di pace garantiti dall’Europa, ma ha anche avvertito che il rischio di violenza, dittature e guerre non è scomparso, citando i conflitti in Medio Oriente e in Ucraina. Ha poi osservato che cancellare l’odio significa rispettare le persone e che l’Italia, proprio perché ha conosciuto la dittatura, deve continuare a farsi portatrice di pace.

Sui social, Ignazio La Russa ha definito Sant’Anna di Stazzema una ferita indelebile nella nostra storia, esprimendo dolore, rispetto e commozione per le vittime. Presente alla commemorazione, Giuseppe Conte ha parlato del luogo come di uno spazio fondativo della Repubblica e ha detto che chi si definisce patriota dovrebbe trovarsi lì, ribadendo un no al fascismo da mantenere sempre vigile e attuale.