Mattarella e Meloni richiamano Taranto e il nodo ex Ilva alla vigilia dei Giochi del Mediterraneo

Alla vigilia dell’apertura dei Giochi del Mediterraneo, Taranto torna al centro dell’agenda politica nazionale. Sergio Mattarella e Giorgia Meloni hanno scelto due occasioni diverse per collegare la manifestazione sportiva al futuro della città e al dossier ex Ilva.

Nel messaggio inviato al Quotidiano di Puglia, il capo dello Stato ha definito la condizione di Taranto un problema ma anche «un impegno nazionale». Mattarella ha richiamato il valore storico, culturale e artistico della città e ha espresso l’auspicio che proprio dai Giochi possa «abbracciare il futuro».

La presidente del Consiglio, in una lettera indirizzata al prefetto Ernesto Liguori, ha invece indicato che il tavolo sull’ex Ilva tornerà a riunirsi entro i primi giorni di settembre. In quella sede saranno esaminate le manifestazioni di interesse arrivate nelle ultime settimane sul destino dello stabilimento.

Meloni ha inoltre annunciato l’intenzione di convocare a Palazzo Chigi un incontro dedicato specificamente a Taranto, con al centro le prospettive di sviluppo dell’area e l’ipotesi di nuovi investimenti da affiancare al siderurgico. Ha ribadito che mantenere una significativa capacità produttiva di acciaio resta per il governo un obiettivo di rilievo nazionale.

La premier ha risposto così alle richieste arrivate da associazioni di categoria e organizzazioni sindacali del territorio, che avevano chiesto un incontro in coincidenza con la sua presenza alla cerimonia inaugurale. Per Palazzo Chigi, ha spiegato, il confronto deve avere un respiro più ampio e coinvolgere anzitutto i vertici nazionali delle organizzazioni interessate, oltre a Regione Puglia ed enti locali.

Meloni ha anche ricordato che il tavolo con i sindacati nazionali del settore è già stabilmente aperto presso la Presidenza del Consiglio, sotto il coordinamento del sottosegretario Alfredo Mantovano e con la partecipazione dei ministri competenti. Sullo sfondo, intanto, resta il procedimento industriale e giudiziario che riguarda l’impianto.

Nel dossier sono ancora in campo più opzioni: la manifestazione d’interesse di una cordata di 14 imprese riunite da Federacciai, già entrata nella data room e orientata alla possibile creazione di una newco, e la proposta aggiornata del gruppo indiano Jindal, interessato all’intero perimetro dello stabilimento tarantino, area a caldo compresa. La cordata italiana dovrà comunque verificare prima la presenza delle condizioni ritenute indispensabili per arrivare a un’offerta formale. Sullo sfondo pesa anche la decisione della Corte d’Appello di Milano che ha ordinato la sospensione dell’area a caldo entro il 27 ottobre, con possibili effetti su occupazione e bonifiche.

Le parole di Mattarella e Meloni sono state accolte con favore dai sindacati, che hanno letto nei richiami a lavoro, salute e sviluppo la conferma della necessità di una soluzione capace di tenere insieme questi tre elementi.