È ai domiciliari Giuseppe Campagna, 73 anni, originario di Coassolo, accusato di tentato omicidio dopo aver investito alcuni ciclisti durante una lite stradale a Lanzo Torinese, in provincia di Torino. L’uomo, ex artigiano edile, si è poi presentato spontaneamente dai carabinieri; la procura di Ivrea ha disposto la misura restrittiva.
Secondo le ricostruzioni raccolte, Campagna avrebbe superato la comitiva suonando più volte il clacson. A quel punto, dopo un gesto di disappunto da parte di uno dei ciclisti, si sarebbe fermato, avrebbe inserito la retromarcia e avrebbe travolto il gruppo. Alcune testimonianze riferiscono anche di una successiva inversione, con cui avrebbe cercato di colpire di nuovo i ciclisti prima di allontanarsi.
Il bilancio dei feriti non è identico nelle diverse ricostruzioni: alcune indicano quattro persone coinvolte, altre parlano di sei ciclisti. In ogni caso, due risultano i più gravi, ma non sono in pericolo di vita. Uno di loro è un 60enne che ha riportato una frattura esposta al femore sinistro o al femore, oltre a traumi al volto e al torace, con una prognosi compresa tra 60 e 90 giorni. L’altro è un 68enne o 69enne con lesioni alla spalla, al bacino o a una gamba, a seconda delle versioni.
Gli altri feriti sono stati ricoverati al San Giovanni Bosco con conseguenze meno serie. In alcune ricostruzioni, i due casi più gravi sono al CTO di Torino; in altre, i pazienti distribuiti tra le due strutture sono due al CTO e due al San Giovanni Bosco.
Campagna è risultato negativo all’etilometro e sono attesi gli esami tossicologici. Tramite il suo avvocato Tommaso Servetto ha chiesto scusa ai familiari dei feriti: Chiedo perdono ai familiari dei feriti. Ammetto la mia colpa, la mia responsabilità. In forma indiretta, ha detto di non sapere spiegare quanto accaduto, di ricordare soltanto il tentativo di superare il gruppo e la reazione dopo il diverbio, aggiungendo di essersi reso conto dell’investimento e di essersi rivolto subito ai carabinieri per chiedere aiuto.
Tra le testimonianze raccolte dai familiari emerge anche che il casco di uno dei ciclisti, costato 800 euro, gli avrebbe salvato la vita. Un altro sarebbe stato schiacciato tra l’auto e una barriera in ferro, riportando fratture e traumi multipli.