Tra Italia e Spagna resta aperto il braccio di ferro sui controlli alle frontiere innescato dalla crisi migratoria di Ceuta. Dopo la decisione di Roma di sospendere dal 1 agosto, per un mese e comunque fino a metà agosto, l’applicazione di Schengen per i cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna, Madrid ha risposto reintroducendo dall’8 agosto e fino al 7 settembre verifiche a campione nei porti e negli aeroporti per chi proviene dall’Italia.
Le autorità spagnole presentano la misura come temporanea e la collegano alla pressione migratoria irregolare ancora in corso, oltre che alle carenze italiane nell’attuazione delle nuove regole europee sull’asilo. Da Palazzo Chigi è arrivato invece il rifiuto della richiesta di revoca: il governo italiano ha fatto sapere di non voler rivedere la decisione almeno fino al 15 agosto, o comunque finché non saranno esclusi rischi per la sicurezza e il terrorismo.
Roma ha anche precisato di agire senza pregiudizio verso la Spagna e ha rafforzato l’assistenza consolare per i connazionali in viaggio o già presenti nel Paese iberico.
Nei principali scali e nei porti spagnoli, intanto, i controlli non hanno generato finora disagi significativi. Le verifiche vengono effettuate sul 5-15% dei passeggeri e spesso direttamente al momento dello sbarco. In una sola giornata sono stati controllati i documenti di 199 persone di Paesi terzi arrivate dall’Italia su 12 voli; nello stesso arco di tempo sono atterrati poco più di 250 voli dall’Italia, di cui 64 a Madrid Barajas. Alcuni viaggiatori hanno definito la scena insolita, ma senza segnalare file rilevanti.
Il confronto è arrivato anche sul tavolo europeo. Il commissario agli Affari interni Magnus Brunner ha parlato con i ministri dell’Interno di Roma e Madrid, ricordando che i controlli interni sono temporanei e che la fiducia tra Stati membri resta un elemento centrale. Bruxelles, dal canto suo, continua a insistere sulla necessità di proteggere le frontiere esterne dell’Ue e di rafforzare i rimpatri.
La situazione a Ceuta resta comunque delicata. Secondo Madrid, dei circa 72.000 arrivi registrati a fine luglio, 70.000 migranti sono già rientrati in Marocco. Rimangono però in città tra 8.000 e 11.000 persone. Per l’Associazione marocchina per i diritti umani, invece, sarebbero ancora 3.500 i migranti nascosti nei dintorni dell’exclave.
L’ong aggiorna inoltre il bilancio dei morti a 141, includendo anche i corpi recuperati in mare. Sul fronte locale, il sindaco di Ceuta chiede nuovi rimpatri e un aumento delle forze di polizia, mentre le autorità spagnole avvertono che il rischio di una nuova ondata, attesa per Ferragosto, è ancora concreto.