Israele apre un’indagine penale sul caso Hind Rajab e su altri episodi della guerra a Gaza

L’esercito israeliano ha aperto un’indagine penale sull’uccisione di Hind Rajab, la bambina palestinese diventata un simbolo internazionale della guerra a Gaza, insieme ad altri casi di alto profilo emersi da una revisione interna di circa 150 episodi avvenuti durante il conflitto.

Nel presentare l’esito dell’esame, le Forze di difesa israeliane hanno indicato decisioni su cinque dossier: in due è stato avviato un procedimento penale, in due sono state disposte misure disciplinari e uno è stato archiviato.

Il fascicolo Rajab riguarda i fatti del 29 gennaio 2024 a Gaza City. Le ricostruzioni riportate concordano sul fatto che l’episodio coinvolse il fuoco israeliano contro l’auto della famiglia Hamada e, successivamente, contro un’ambulanza arrivata per prestare soccorso. Una versione parla di nove vittime complessive, tra cui la bambina, i suoi familiari e due soccorritori; un’altra sostiene che inizialmente cinque passeggeri furono uccisi e che Hind e una cugina quindicenne risultarono vive prima del ritrovamento dei corpi, poi recuperati insieme a quelli di altri familiari e di due paramedici. L’IDF ha comunque stabilito che il caso debba essere trattato come fascicolo penale, sostenendo che le criticità nella coordinazione del movimento dell’ambulanza della Mezzaluna Rossa e la mancata trasmissione di informazioni tra reparti avrebbero potuto avere un peso decisivo.

Un secondo procedimento penale riguarda la morte di 15 palestinesi, tra cui personale medico e un dipendente dell’Onu, uccisi a Tel al-Sultan, nel sud della Striscia, il 23 marzo 2025. Secondo quanto riferito dai militari, in quell’occasione ci sarebbero stati tre distinti attacchi contro mezzi di soccorso, nel quadro di quella che era ritenuta un’imboscata contro Hamas. Sul caso sono già arrivate misure interne: il comandante della 14ª brigata è stato censurato e il vice comandante del battaglione ricognizione della brigata Golani è stato rimosso.

Per altri tre episodi l’esito è stato diverso. Nel bombardamento del 1° aprile 2024 contro operatori di World Central Kitchen, nel quale morirono sette addetti internazionali, il rapporto militare ha attribuito gli errori a una serie di scambi di identità e ha portato a sanzioni disciplinari. Nei due casi che hanno coinvolto operatori di Medici Senza Frontiere, uno a Khan Yunis il 20 febbraio 2024 e uno a Gaza City il 18 novembre 2023, l’esercito ha disposto misure disciplinari nel primo caso e la chiusura del fascicolo nel secondo, senza conseguenze penali o amministrative.

Secondo fonti militari citate dai media, le valutazioni sono arrivate con molto ritardo rispetto ai fatti, ma rappresentano il primo passaggio di una serie di aggiornamenti sulle inchieste interne, nate anche sotto la pressione delle critiche internazionali e dei procedimenti aperti in sedi giudiziarie esterne.