Indonesia, due forti terremoti in poche ore: almeno 47 morti a Flores, sisma anche a Sumatra

Due forti scosse hanno colpito l’Indonesia il 15 agosto nell’arco di poche ore. La più violenta, di magnitudo 7,7, ha interessato l’isola di Flores, nella parte orientale del Paese, con epicentro al largo della costa settentrionale, a circa 68 chilometri da Ende e a una profondità stimata tra 10 e 15 chilometri.

La scossa principale è stata seguita da diverse repliche, tra cui un evento di magnitudo 6,1. Più tardi, un secondo terremoto di magnitudo 6,9 è stato registrato a Sumatra, vicino a Pematangsiantar e a 126 chilometri a sud-est di Medan; per questa seconda scossa, al momento, non risultano vittime né danni segnalati.

A Flores il bilancio resta provvisorio ma molto pesante. La Bnpb indica almeno 47 morti e circa 50 feriti, mentre diverse persone risultano ancora disperse o bloccate sotto le macerie. Nelle prime ore alcune fonti avevano parlato di almeno 20 vittime, ma il dato aggiornato diffuso dalle autorità è quello dei 47 decessi.

I soccorsi incontrano ostacoli seri: frane e strade interrotte hanno isolato varie aree e rallentato le operazioni di ricerca. Sono almeno 160 gli edifici danneggiati, tra abitazioni, scuole, strutture sanitarie e altri immobili pubblici. I danni hanno riguardato anche la rete dei trasporti, con ripercussioni su diversi aeroporti e su due porti; alcune informazioni parlano di cinque scali colpiti, altre di sei. Nel porto di Maumere, secondo le immagini diffuse dalla Bbc, grossi frammenti di cemento si sono staccati dal terminal e alcuni passeggeri sono finiti in mare dopo il crollo della passerella d’accesso alla nave.

Il governatore della provincia di Nusa Tenggara Orientale ha detto che alcune persone sono morte nel sonno a causa dei crolli. Dopo la prima scossa era stato attivato anche un allarme tsunami, poi revocato alcune ore più tardi quando il monitoraggio non ha mostrato variazioni significative del livello del mare. L’avviso ha comunque spinto almeno 2.000 residenti ad abbandonare le case o a spostarsi verso zone più alte; lungo alcuni tratti di costa, le onde osservate sono rimaste sotto il metro.

Tra i turisti presenti a Flores ci sono anche circa 5.000 cittadini italiani in tutta l’Indonesia, di cui circa 500 nell’area più colpita. Antonio Tajani ha riferito che per ora non risultano connazionali tra le vittime e che l’ambasciata a Giacarta e l’Unità di crisi stanno seguendo la situazione, aiutando chi vuole lasciare la zona. In un messaggio ha espresso la solidarietà del governo italiano e ha reso disponibili i contatti dell’ambasciata e dell’Unità di crisi. Anche Ursula von der Leyen ha espresso vicinanza all’Indonesia e ha detto che l’Europa è pronta a mettere in campo Copernicus per sostenere ricerca e soccorso.

Tra i presenti sull’isola ci sono inoltre 13 turisti bolognesi con l’imprenditore Francesco Geminiani. Quest’ultimo ha raccontato di essersi spostato dopo l’allerta tsunami prima verso l’entroterra e poi a Labuan Bajo, in un albergo indicato dall’ambasciata. Ha spiegato che i voli per l’Italia sono pieni e che il gruppo ha trovato un collegamento per il giorno successivo verso Bali; la notte sarà trascorsa in stato di allerta mentre l’emergenza resta aperta e la priorità resta il recupero dei dispersi e il ripristino della viabilità per far arrivare i soccorsi.