La Germania avrebbe avviato una stretta sui richiedenti asilo passati prima dall’Italia e poi approdati in territorio tedesco, con il trasferimento verso Roma dei casi considerati di competenza italiana. La linea riguarda i cosiddetti “dublinanti” arrivati quest’anno e viene letta come un’applicazione più rigida delle regole di Dublino.
Un portavoce del ministero dell’Interno tedesco ha spiegato che un sistema di Dublino efficiente è ritenuto indispensabile per la riforma europea dell’asilo. Berlino si aspetta inoltre la ripresa dei trasferimenti verso Italia e Grecia con l’entrata in vigore delle nuove regole europee del 12 giugno. Resta però incerto il numero delle persone coinvolte.
Il primo nome indicato è quello di Abdirisaq Warsame, una donna somala di 22 anni che vive in un centro di accoglienza a Niederwerrn, in Baviera. La giovane è arrivata in Germania il 31 marzo dopo avere attraversato l’Italia e ha presentato domanda di asilo pur avendo in Germania madre, fratello e altri parenti.
Il 25 giugno le è arrivata una comunicazione del ministero dell’Interno tedesco in cui si legge: Mercoledì 19 agosto lei sarà trasferita in Italia. La polizia la verrà a prendere. Nel documento, Berlino considera la donna di competenza italiana e sostiene che non ci sarebbero i presupposti per una domanda di asilo in Germania. La richiesta di riprenderla inviata a Roma a giugno viene inoltre considerata accettata per silenzio-assenso, dopo il mancato riscontro italiano entro le due settimane previste.
Le ricostruzioni ricordano anche che dal 2022 il governo Meloni aveva rifiutato di riaccogliere i cosiddetti dublinanti. Nel dicembre 2025 Roma e Berlino avevano poi firmato un’intesa che azzerava il pregresso, ma quell’accordo non sarebbe destinato a durare oltre la riforma europea dell’asilo.
Una delle letture del caso collega la decisione tedesca anche alla linea dura dell’Italia sul fronte migratorio. In questo quadro vengono citate le critiche del Movimento 5 Stelle al governo Meloni, accusato di aver provocato una reazione di Berlino con la propria postura verso altri Paesi europei.