Le verifiche sul furto delle quattro opere di Antonello da Messina dal museo regionale Accascina di Messina si stanno concentrando su due piste: eventuali falle nella sicurezza e la presenza di un possibile complice interno.
Gli investigatori della polizia e i carabinieri del Nucleo tutela beni culturali hanno ascoltato i custodi in servizio la sera di Ferragosto e stanno controllando la loro ricostruzione, compreso il mancato controllo dei monitor e il probabile ritardo nell’attivazione dell’allarme dopo il colpo. La direzione del museo ha riferito che impianti di allarme e videosorveglianza erano funzionanti, ma resta da chiarire perché non sia arrivato un intervento tempestivo.
Nell’inchiesta della procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato, si procede per furto pluriaggravato di opere d’arte contro ignoti. Gli inquirenti ritengono poco plausibile una rivendita sul mercato e valutano invece l’ipotesi di un furto su commissione o comunque di un obiettivo già definito. Secondo la ricostruzione al vaglio degli investigatori, la banda sarebbe composta da almeno quattro persone: due sarebbero entrate nel museo e due sarebbero rimaste all’esterno. Tutti avrebbero indossato casco integrale da motociclista e magliette nere.
I ladri hanno portato via tre delle cinque tavolette del Polittico di San Gregorio e la tavola bifronte con Madonna e Cristo in pietà. Due dei pezzi sottratti, però, sarebbero stati poi lasciati su un muretto e notati da una famiglia, che ha chiamato il 112 verso le 21. L’allarme è partito solo dopo quella segnalazione, mentre nel museo erano presenti i custodi del turno 19.30-7.30.
Le verifiche stanno riguardando anche le telecamere della zona, i filmati dei giorni precedenti e le celle telefoniche, per capire chi possa aver avuto accesso alla sala prima del furto. Gli investigatori stanno controllando pure un furgone trovato e ritenuto forse usato dalla banda: il mezzo sarebbe stato lasciato in un’area senza telecamere e potrebbe aver servito per un cambio di veicolo durante la fuga, ma al momento si tratta soltanto di accertamenti.
Tra gli elementi esaminati c’è anche la possibilità che i ladri abbiano approfittato della processione della Vara, che richiama molta gente e impegna le forze dell’ordine. Intanto a Messina una cinquantina di cittadini si è ritrovata sul lungomare del Ringo per chiedere chiarezza sul furto e sulla gestione della sicurezza. Il fumettista Lelio Bonaccorso ha chiesto piena luce sia sulle modalità del colpo sia sull’organizzazione della sorveglianza, mentre Francesco Finocchiaro, coordinatore regionale di Archeoclub d’Italia Sicilia, ha parlato di una grave carenza di personale nel settore dei beni culturali dell’isola.