Francesco Guccini è morto il 6 agosto, a 86 anni. Nelle stesse ore è stata annunciata anche l’uscita di “Oltre le canzoni”, prevista per il 26 agosto per Edizioni Clichy.
Il volume, composto da 194 pagine e proposto a 35 euro, raccoglie testi di Maurizio Becker, Mario Giammetti, Federico Guglielmi, Alberto Marchetti, Renato Marengo, Alberto Menenti, Michele Neri, Franco Settimo, Alessandra Vita e Vito Vita. L’obiettivo è costruire, attraverso parole e immagini, un ritratto ampio del cantautore, seguendolo tra dischi, canzoni, libri, fumetti e cinema.
La ricostruzione ripercorre i passaggi più importanti del suo cammino artistico, dai primi album fino alle opere considerate decisive, soffermandosi sui brani che più lo hanno identificato e sui momenti che ne hanno consolidato il peso nella cultura italiana. Nato nel 1940 e attivo dagli anni Sessanta, Guccini viene descritto come un autore vicino al realismo dei Cantacronache e, in parte, segnato anche da Bob Dylan.
Tra i punti centrali del profilo compare “La locomotiva”, collegata alla storia del macchinista anarchico Pietro Rigosi e all’episodio del luglio 1893, a Bologna. Il brano viene letto come un atto di sfida ai “re e contro i tiranni”, dentro una poetica che torna spesso a misurarsi con ipocrisia, consumismo, retorica e conflitti armati.
In questa linea rientrano la critica alla guerra e agli armamenti, insieme alla tensione pacifista di canzoni come “Auschwitz” e “Noi non ci saremo”. Il ritratto mette in evidenza anche la sua distanza da una politica intesa come carriera e la sua capacità di raccontare rapporti umani e quotidianità senza abbellimenti, come accade in “Incontro”, “Eskimo”, “Vedi cara” e “Quattro stracci”.
Accanto a questi passaggi trovano posto anche la delicatezza di “Il vecchio e il bambino” e “Il pensionato”. La figura che emerge è quella di un poeta libero, con un impegno sociale di impronta anarchica e rivolto più all’uomo che ai partiti.