Per gli impianti ex Ilva ritenuti strategici arriva un intervento del governo pensato per evitare interruzioni nella produzione. Il decreto approvato agisce soprattutto su due punti che negli ultimi mesi hanno complicato la gestione: le fideiussioni collegate ai finanziamenti e il fermo delle attività di trattamento dei rifiuti industriali notificato dal ministero dell’Ambiente.
La novità più rilevante riguarda la durata delle garanzie. Per le aziende che amministrano almeno un sito in amministrazione straordinaria, la fideiussione potrà avere un orizzonte più contenuto e non restare vincolata per periodi eccessivamente lunghi. L’obiettivo è alleggerire uno dei vincoli che gravano sulla continuità operativa degli stabilimenti.
Resta intanto aperta la partita più delicata, quella sul futuro dello stabilimento di Taranto. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso aveva anticipato la presenza di un quarto grande operatore europeo tra i soggetti interessati, poi identificato nella ceca CE Industries. La società, però, ha chiarito che al momento non ha presentato alcuna offerta e che è prematuro parlare di una possibile operazione.
Nel perimetro della cessione restano comunque in corsa gli indiani di Jindal, il gruppo Flaks e la cordata italiana guidata da Federacciai, cui si è aggiunto Eusider. Giorgia Meloni ha confermato che a settembre si svolgerà un tavolo dedicato sia alla manifestazione d’interesse già formalizzata sia a un confronto più ampio sull’area di Taranto. Parlando all’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, la presidente del Consiglio ha ribadito: “il governo sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è in suo potere”.
Accanto al dossier industriale, torna anche il capitolo giudiziario. La procura di Milano ha aperto un fascicolo per bancarotta fraudolenta che vede indagata Lucia Morselli, ex presidente e amministratrice delegata di ArcelorMittal Italia e poi di Acciaierie d’Italia. Il procedimento nasce da una relazione depositata a giugno dai commissari straordinari, con verifiche affidate alla Guardia di Finanza, e punta a chiarire ipotesi di distrazioni e falsi in bilancio che avrebbero penalizzato il gruppo siderurgico a vantaggio della multinazionale franco-indiana.
Prima dell’inchiesta penale, i commissari avevano già avviato a gennaio un’azione di responsabilità civile al Tribunale di Milano, chiedendo 7 miliardi di euro di risarcimento. La difesa di Morselli respinge l’impostazione accusatoria, sostiene che la manager abbia sempre agito nell’interesse dell’azienda e dice di essere disponibile a collaborare con i magistrati. La riapertura del fascicolo è arrivata dopo una prima richiesta di archiviazione da parte del pm.
A Taranto resta inoltre aperto un altro procedimento sulle presunte irregolarità nella gestione delle emissioni di anidride carbonica e delle quote Ets. In quel filone Morselli risulta indagata anche per associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento, disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato.