L’Italia ha iniziato gli Europei di atletica di Birmingham, cominciati lunedì, con un risultato di grande peso: Leonardo Fabbri ha vinto il getto del peso confermando il titolo continentale già conquistato a Roma 2024, mentre Zane Weir ha completato la doppietta azzurra con l’argento.
Fabbri ha chiuso la gara con un lancio da 22,31 metri, misura nettamente superiore a quella degli avversari. Weir si è fermato a 21,12 e ha preceduto lo svedese Simon Petterson. In pedana c’era anche Nick Ponzio, che dopo essere rimasto a lungo nelle posizioni di vertice ha terminato al sesto posto.
Il campione europeo ha spiegato di aver puntato anche al record della manifestazione, ma si è detto molto soddisfatto per la vittoria e per il risultato complessivo della squadra italiana, che ha definito prova di una superiorità azzurra in Europa.
La giornata, però, non ha portato solo segnali positivi. Zaynab Dosso ha chiuso settima la finale dei 100 metri e ha giudicato la sua prova insufficiente, senza attenuanti, raccontando di essere uscita dallo stadio delusa perché la medaglia era alla sua portata.
Più complicato ancora il passaggio di Mattia Furlani, campione mondiale in carica del lungo. L’azzurro si è fermato già al primo salto per un nuovo problema al bicipite femorale destro, lo stesso già accusato in Cina a maggio. Il giovane atleta ha lasciato la pedana in sedia a rotelle e poi ha scritto su Instagram che la sua stagione è finita, ricordando di aver provato a recuperare nei due mesi e mezzo successivi all’infortunio ma di non essere ancora pronto per certe velocità.
Nel lungo, il riferimento per la squadra italiana sarà ora Francesco Inzoli, qualificato alla finale con 8,34 metri dopo aver dovuto adattare la rincorsa al vento variabile. Indicazioni positive sono arrivate anche da Gianmarco Tamberi, entrato in gara con qualche difficoltà ma fiducioso sulle proprie condizioni e deciso a difendere il titolo nel salto in alto.
Nella 4×400 mista, con Mohamed Soudassi, Anna Polinari, Luca Sito e Alice Mangione, l’Italia ha invece chiuso sesta, lontana dalla zona medaglie. La gara è stata vinta dalla Norvegia di Karsten Warholm, davanti a Gran Bretagna e Paesi Bassi.
Intanto sono arrivate altre qualificazioni per la squadra azzurra. Sara Fantini si è garantita la finale del martello, dove dovrà difendere il titolo, mentre Erika Saraceni e Dariya Derkach hanno superato il turno nel triplo con le migliori misure, rispettivamente 14,50 e 14,42. Le finali delle due specialità sono in programma mercoledì e giovedì.
Tutta la spedizione italiana è scesa in campo con il lutto al braccio o con una maglia listata a nero per ricordare Livio Berruti, oro nei 200 metri a Roma 1960. Un omaggio a cui hanno preso parte anche Marcell Jacobs e Filippo Tortu.