Energia in tensione: gas ai massimi dal 2022, petrolio e carburanti restano alti

La corsa dei prezzi energetici non si ferma e il gas continua a risentire del clima di instabilità in Medio Oriente. A Amsterdam il contratto Ttf ha terminato la seduta a 63,598 euro al megawattora, con un progresso del 2,71% e un livello che non si vedeva dal 26 agosto 2022. Il movimento appare ancora più marcato se si osservano gli ultimi dati: nell’ultima settimana il rialzo raggiunge l’11%, mentre nell’arco di un mese supera il 55% rispetto ai 40,94 euro del 24 giugno.

Un diverso rilevamento colloca il gas a 60 euro al megawattora, in aumento del 4,6% e nuovamente sui valori di marzo. La spinta recente viene associata agli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e, più in generale, all’escalation nell’area del Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz, dove è stata segnalata anche una nave in fiamme.

La stessa dinamica riguarda il petrolio. Il Brent con consegna a settembre ha guadagnato il 2,72% fino a 90,50 dollari al barile, mentre il Wti ha chiuso in aumento del 2,39% a 84,46 dollari.

Rimangono elevati anche i prezzi alla pompa. In base agli ultimi dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio self service lungo la rete stradale è di 1,935 euro al litro per la benzina e 2,091 euro per il gasolio. In autostrada i valori salgono a 2,025 euro per la benzina e a 2,164 euro per il diesel.

Più favorevole, invece, il quadro degli stoccaggi. L’Italia resta sopra la media europea: le scorte nazionali sono al 73,33%, pari a 149,16 TWh, mentre il totale dell’Unione europea si ferma al 54,82%. La Germania, in particolare, è più indietro con una copertura del 45,7%.