La Life Support di Emergency ha intercettato questa mattina un barcone con circa 50 persone nelle acque internazionali della zona Sar libica e ha portato in salvo i naufraghi. Il bilancio del viaggio è pesante: sette persone sono morte durante la traversata e altre due versano in condizioni molto gravi per soffocamento, tanto che l’equipaggio ha chiesto per loro un’evacuazione medica urgente.
Secondo quanto riferito dai superstiti, la partenza è avvenuta all’alba del 16 agosto da Zuwara, sulla costa occidentale della Libia. A bordo c’erano persone originarie di Somalia ed Egitto: in tutto 45 uomini e 5 donne. Tra loro figurano 29 minori stranieri non accompagnati, di cui 26 maschi e 3 femmine.
Emergency ha spiegato che i casi più critici sarebbero rimasti per l’intero viaggio nella stiva dell’imbarcazione, chiusa e sovraffollata. Solo nel momento del trasbordo, ha aggiunto l’organizzazione, i soccorritori si sono accorti della presenza di nove persone sdraiate sul ponte, spostate lì dagli altri migranti dopo essere state recuperate sottocoperta.
Jonathan Nanì La Terra, capomissione della nave, ha raccontato che alle 6 del mattino l’equipaggio aveva individuato con radar e binocoli due imbarcazioni. Avvicinandosi, ha visto una barca di legno molto affollata e una motovedetta libica che si è avvicinata alla Life Support. A un miglio di distanza, i soccorritori hanno comunicato all’unità libica che il salvataggio era già in corso; la motovedetta è rimasta nelle vicinanze per tutta l’operazione.
Dopo il recupero, Emergency ha chiesto un Pos vicino per evitare ulteriori sofferenze ai sopravvissuti, ma le autorità italiane hanno assegnato Bari come porto di sbarco.