A Ceuta la pressione migratoria resta alta e continua a condizionare la vita quotidiana. Dopo gli arrivi di massa dal Marocco, il bilancio dei morti in mare è salito ad almeno 84, mentre le autorità stanno ancora cercando persone date per disperse. Nel frattempo prosegue il ritorno dei migranti verso il Marocco e, negli spazi predisposti per l’accoglienza, restano almeno 500 minorenni non rimpatriabili, tra cui un neonato di tre mesi.
Le stime circolate nelle ultime ore non sono ufficiali, ma parlano di circa 60mila persone riuscite a entrare e di altre 3mila ancora mancanti all’appello. A descrivere il quadro sono una città in bilico e istituzioni che cercano di gestire l’emergenza con strumenti limitati.
In centro e nei quartieri più esposti, la normalità prova a riemergere a fatica: alcuni negozi hanno riaperto, altri preferiscono restare chiusi per prudenza. In periferia sono comparsi anche blocchi improvvisati per il timore di saccheggi, mentre la feria patronale in programma dall’1 all’8 agosto è stata annullata. Residenti e amministratori parlano di paura e di un diffuso senso di abbandono; il governo locale, dal canto suo, descrive una frontiera segnata da forti disuguaglianze economiche.
La crisi ha superato i confini della città e si è trasformata in un caso politico europeo. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha chiesto una risposta dell’Unione e una riunione urgente dei ministri dell’Interno, accusando l’Italia di aver reagito in modo asimmetrico. Dall’altra parte, Giorgia Meloni e altri 21 leader Ue hanno sollecitato a loro volta un vertice rapido e il possibile rafforzamento o ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere.
Madrid ha giudicato questa iniziativa imperdonabile e l’ha attribuita a ignoranza o a interessi politici. Nella lettera dei 22, invece, viene richiesta una risposta coordinata, rapida ed efficace, con attenzione anche a misure come le regolarizzazioni, considerate possibili fattori di attrazione.
Anche da Bruxelles sono arrivate prese di posizione. Il gruppo S&D ha chiesto di chiarire le regole sulla sospensione di Schengen, definendo inaccettabile che un governo possa espellere un altro dall’area di libera circolazione. Il gruppo Ecr ha invece domandato una sessione straordinaria del Parlamento europeo con Consiglio e Commissione, invocando più protezione delle frontiere, un Frontex rafforzato e rimpatri rapidi.
In Italia, le opposizioni hanno attaccato in modo compatto la linea del governo e hanno chiesto che Meloni riferisca alle Camere, bollando la sospensione di Schengen come inutile, grottesca o una buffonata. La maggioranza, al contrario, rivendica la fermezza dell’esecutivo, mentre il Vaticano richiama alla solidarietà tra tutti.
Nel frattempo gli Stati Uniti hanno alzato l’allerta viaggi per Ceuta al livello 3, avvertendo che la situazione può essere imprevedibile e pericolosa. Sul fronte interno spagnolo, Sanchez è sotto pressione anche per la scelta di andare in vacanza a Lanzarote e per aver pubblicato sui social una playlist estiva. L’opposizione, guidata dal Partito Popolare e da Vox, lo accusa di fallimento su migrazione, sicurezza e politica estera, parlando di occupazione premeditata o di invasione migratoria.