Ceuta, nuovo allarme online per appelli a un ingresso di massa il 15 agosto

A Ceuta è tornata l’attenzione su una nuova ondata di messaggi circolati sui social, soprattutto in arabo, che inviterebbero a un ingresso di massa nell’enclave spagnola il 15 agosto.

Secondo quanto riportano i media spagnoli, decine di account riconducibili a utenti marocchini starebbero diffondendo slogan e appelli rivolti in particolare ai giovani. Nei post compaiono hashtag come #MigracionAEspana e #ContratodeltrabajoenEspana, insieme all’invito a spostare le conversazioni in gruppi privati WhatsApp per coordinare il tentativo. Tra i messaggi rilanciati figura anche la frase: Il 15 agosto 2026, quel giorno tutto avrà un senso.

Al momento, però, non risultano conferme ufficiali né da Madrid né da Rabat sull’esistenza di un piano organizzato. Le autorità non hanno dato alcun riscontro pubblico che consenta di considerare verificata l’ipotesi di una nuova iniziativa strutturata.

Il governo della città autonoma di Ceuta, per voce del portavoce Alejandro Ramirez, ha espresso preoccupazione per questi nuovi appelli e ha spiegato di aver già segnalato i contenuti alle autorità competenti. Il suo auspicio è che non si ripeta nulla di simile a quanto accaduto nei giorni precedenti.

Anche fonti della sicurezza spagnola citate da Antena 3 giudicano l’iniziativa poco credibile e ritengono improbabile che Spagna e Marocco consentano una replica dell’episodio recente. Le ricostruzioni dei media spagnoli parlano comunque di un’attività online intensa tra migliaia di giovani marocchini su Facebook e WhatsApp, con messaggi che alternano inviti, dubbi e avvertimenti sui rischi del viaggio.

El País e la piattaforma Maldita.es collegano questa dinamica alla mobilitazione della scorsa settimana, quando secondo le autorità spagnole oltre 70mila persone hanno tentato di raggiungere Ceuta in ingresso irregolare. Reuters, in una propria inchiesta, riferisce che quel primo movimento sarebbe stato alimentato da video virali, da una sentenza della Corte suprema spagnola poi fraintesa online e da immagini rilanciate da testate e influencer; alcuni gruppi WhatsApp pubblici con consigli sui percorsi sono poi stati cancellati.

Intanto la vicenda è arrivata anche a Bruxelles, dove si discute del ruolo delle reti sociali nelle crisi migratorie. La Commissione europea sostiene che la disinformazione abbia avuto un peso rilevante nel massiccio movimento verso Ceuta e chiede di rafforzare il monitoraggio delle tendenze online, anche in collaborazione con Europol e le altre agenzie Ue.

Il commissario all’Interno Magnus Brunner ha parlato di soggetti che non si curano della sicurezza o della vita delle persone e ha rivolto le sue critiche sia a chi organizza viaggi pericolosi sia a chi diffonde contenuti falsi che minano l’integrità delle frontiere. Dal Consiglio Ue è arrivata invece la linea di migliorare la capacità di previsione e la comunicazione coordinata, con l’obiettivo di evitare il ripetersi di una nuova crisi a Ceuta.