All’alba le forze di sicurezza marocchine hanno intercettato un nuovo tentativo di raggiungere in modo irregolare Ceuta da parte di centinaia di migranti, soprattutto subsahariani. Il gruppo, secondo fonti della sicurezza di Rabat citate dall’Efe, si era radunato e poi nascosto in una zona montuosa nei pressi di Fnideq, la località nota in spagnolo come Castillejos, a sud-ovest dell’enclave.
Per sciogliere l’assembramento gli agenti hanno impiegato anche gas lacrimogeni. Le immagini trasmesse dalla televisione pubblica spagnola mostrano persone sulle alture mentre nell’area operano polizia, gendarmeria reale marocchina e droni; sul versante spagnolo risultano schierati anche veicoli militari.
Stando alla stessa ricostruzione, la pressione è stata riportata sotto controllo e non ci sono notizie di feriti, anche se alcuni migranti sono stati fermati. I controlli sulle strade che portano a Fnideq restano serrati, in particolare lungo gli accessi da Tétouan e Tangeri. Un ragazzo di 17 anni ha riferito di aver percorso 35 chilometri in autobus, superando tre posti di blocco.
Resta però senza una conferma ufficiale, da parte del governo o dei media spagnoli, la portata di questo movimento di massa. Il dispositivo di sicurezza è stato comunque irrigidito dopo gli appelli circolati sui social in vista del 15 agosto e dopo la crisi del 30 e 31 luglio, quando circa 80mila migranti riuscirono a valicare il confine.
Per quei giorni, l’Istituto di Medicina Legale di Ceuta ha attribuito 82 morti al lato spagnolo della frontiera. Organizzazioni umanitarie come Caminando Fronteras sostengono invece che le vittime complessive, considerando entrambi i lati, siano almeno 141. A Ceuta, intanto, restano ancora circa 5mila persone arrivate allora senza permesso di soggiorno.
La vigilanza è stata rafforzata anche a Melilla, dove si teme che la pressione migratoria possa spostarsi verso il valico di Beni Enzar. Fonti citate da El País descrivono la giornata come tranquilla e senza incidenti, pur con un dispiegamento di polizia più consistente del solito.
Nel dibattito politico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha escluso uno scontro con Madrid, chiarendo: «Non stiamo facendo alcun tipo di ‘battaglia’ contro la Spagna». Ha poi sostenuto che la questione riguardi semmai il Marocco e che i controlli servano a impedire l’ingresso in Europa di clandestini e possibili terroristi. Duro anche l’attacco della presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, che ha definito Pedro Sánchez «irresponsabile e traditore» e su X ha accusato il governo di aver aperto la porta a persone che considera terroristi, invitando a non trattare sulla sicurezza delle frontiere.