La corsa dei carburanti rischia di pesare in modo significativo sulle vacanze estive degli italiani. Secondo le elaborazioni del Codacons, tra luglio e agosto la spesa complessiva per benzina e gasolio potrebbe toccare 10,8 miliardi di euro, con un aumento di 1,9 miliardi rispetto allo stesso bimestre del 2025.
L’associazione calcola anche l’effetto per le casse pubbliche: ai livelli attuali, tra Iva e accise lo Stato incasserebbe circa 5,6 miliardi. Limitando l’analisi al periodo 1-24 luglio, la spesa per i rifornimenti sarebbe intorno a 5,64 miliardi, di cui 2,93 miliardi riconducibili alla componente fiscale. Sempre secondo il Codacons, le imposte incidono oggi per il 53,3% su ogni litro di benzina e per il 51% su ogni litro di gasolio.
Il rincaro si riflette già sui listini. A Milano la benzina ha superato i 2,6 euro al litro in un impianto di via Correggio, mentre in vari distributori resta oltre i due euro. Sulle autostrade i prezzi risultano ancora più elevati: i dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit citati nelle ricostruzioni indicano, per esempio, sulla A21 Torino-Piacenza un gasolio a 2,769 euro e la benzina a 2,589. Su tratti come A4 Venezia-Trieste, A22 Brennero-Modena, Milano-Brescia e Messina-Palermo il diesel supera i 2,7 euro e la benzina i 2,5. Un’altra rilevazione segnala inoltre una media autostradale del diesel a 2,228 euro e della benzina a 2,059, con il gasolio arrivato a 2,161 euro di media complessiva, oltre il picco di marzo 2022.
Per il Codacons, l’impennata dipende sia dal riordino delle accise entrato in vigore a inizio anno sia dalla nuova escalation in Iran sui mercati energetici. L’associazione parla di un gasolio più caro del 30,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a circa 25 euro in più a pieno, mentre la benzina segnerebbe un aumento del 14,4%, cioè circa 12,4 euro in più per rifornimento. In un’altra stima, il diesel sarebbe salito nell’ultimo mese di 27,9 centesimi al litro sulla rete ordinaria e di 26 in autostrada, mentre la benzina sarebbe cresciuta di 16,5 centesimi. Il pieno di gasolio, inoltre, costerebbe oggi circa 14 euro in più rispetto al 3 luglio, quando è terminato l’ultimo sconto sulle accise.
Di fronte a questi numeri, il Codacons chiede al governo un taglio immediato delle accise di almeno 15 centesimi al litro per riportare il gasolio sotto i 2 euro e limitare l’impatto sulle ferie. Sullo sfondo, secondo una ricostruzione, a Palazzo Chigi ci sarebbe stato un confronto tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sui rincari. Tra le ipotesi c’è il ricorso alle cosiddette accise mobili, cioè un meccanismo che trasformerebbe l’extra gettito Iva in uno sconto temporaneo sulle accise: l’effetto, però, sarebbe contenuto, nell’ordine di 7-10 centesimi al litro, e arriverebbe in ritardo perché servirebbero prima dati consolidati sul gettito. Le fonti citano anche l’ipotesi di un decreto già la settimana successiva, mentre un Consiglio dei ministri è fissato per il 4 agosto.
Nel dibattito restano infine le valutazioni delle associazioni: da un lato i consumatori parlano di aumenti rapidi alla pompa e di possibili margini speculativi, dall’altro l’Unem avverte che ad agosto i listini potrebbero ancora salire e che gli aiuti di bilancio non sarebbero utilizzabili per sconti generalizzati e temporanei.