Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi alle 18 a Palazzo Chigi con due decreti legge sul tavolo: uno riguarda le misure urgenti sui prezzi petroliferi, legati al protrarsi della crisi dei mercati internazionali, e punta alla proroga del taglio delle accise; l’altro interviene sulla continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale, con riferimento all’ex Ilva.
Il nodo più immediato resta però quello dei prezzi alla pompa, che continuano a crescere. Secondo gli ultimi dati del Mimit, il self sulla rete stradale nazionale segna 2,017 euro al litro per la benzina e 2,137 per il gasolio. In autostrada i valori salgono a 2,092 euro per la benzina e 2,208 per il diesel.
In alcuni punti della rete i rincari sono ancora più marcati. Tra il 24 e il 25 agosto, sull’autostrada del Brennero il gasolio Supreme ha raggiunto 3,159 euro al litro; sulla A21 Torino-Piacenza il diesel servito è arrivato a 2,729 euro, mentre a Pantelleria ha toccato 2,799.
L’emergenza carburanti ha riaperto anche lo scontro politico sulle risposte da adottare. Elly Schlein, in una lettera al Corriere della Sera, chiede di tassare subito gli extraprofitti delle grandi società energetiche per finanziare misure straordinarie. Nella stessa presa di posizione ha criticato la linea del governo, giudicando troppo brevi gli interventi e definendo una presa in giro la recente proroga di 48 ore dello sconto sul diesel.
Di segno opposto la posizione espressa da Antonio Tajani arrivando al Meeting di Rimini. Il leader di Forza Italia ha respinto l’ipotesi di una tassa sugli extraprofitti, pur dicendosi disponibile a un confronto con le imprese del settore su un eventuale contributo concordato, come già accaduto per banche e assicurazioni. Su quel tema ha anche detto di non voler sentire la parola extra profitto, che gli ricorda molto di Unione Sovietica.
Nel frattempo Matteo Salvini aveva anticipato che lo sconto sul diesel sarà prorogato per alcuni giorni, fino a settembre, mentre l’esecutivo sta valutando anche misure più strutturali.
Sullo sfondo c’è l’allarme lanciato da Confesercenti, secondo cui tra luglio e agosto gli italiani avrebbero speso fino a 1,8 miliardi di euro in più per il pieno rispetto allo stesso periodo del 2025. L’associazione quantifica in un +21% la spesa complessiva per i rifornimenti e sostiene che il taglio delle accise abbia già alleggerito il conto di circa 300 milioni nei due mesi estivi. Senza nuovi interventi, avverte, il vantaggio di 17 centesimi al litro sul diesel tornerebbe a pesare interamente sui prezzi nel pieno del controesodo e alla vigilia di settembre.
Per il presidente Nico Gronchi, il caro carburanti non può essere affrontato con misure di breve durata. A suo giudizio i rincari rischiano di penalizzare la stagione turistica e di alimentare nuove pressioni inflazionistiche su imprese, famiglie e consumi.