Camera approva la risoluzione sulla clausola Ue: via libera a margini per energia e difesa

La Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in merito alla richiesta di attivare la clausola di salvaguardia Ue. Il testo ha ottenuto 181 voti favorevoli, 126 contrari e 12 astensioni ed è stato riformulato dopo l’intervento del ministro.

Nel documento, il governo viene impegnato ad avviare la procedura prevista dall’articolo 26 del regolamento Ue 2024/1263 per ottenere spazi di spesa aggiuntivi sia per la sicurezza energetica sia per la difesa. Per il capitolo energia il limite indicato è pari allo 0,6% del Pil nel periodo di riferimento, mentre per la difesa il tetto sale allo 0,9%, con la possibilità teorica di andare oltre.

La versione finale apre anche alla valutazione del programma europeo Safe per finanziare le misure sulla difesa, ma indica come priorità i sistemi tecnologici difensivi e la sicurezza nazionale. Giorgetti ha precisato che la clausola non equivale a un’autorizzazione senza vincoli sui conti: le nuove spese restano rilevanti per il deficit e il governo intende attendere i dati aggiornati di fine settembre prima di una decisione definitiva.

Secondo il calendario indicato, la richiesta formale a Bruxelles dovrebbe partire entro metà agosto. La Commissione europea la esaminerà a settembre e l’eventuale raccomandazione dovrà essere formalizzata dall’Ecofin in ottobre. Se la procedura andrà a buon fine, l’Italia sarà tenuta a trasmettere due aggiornamenti l’anno, entro il 15 aprile e il 15 ottobre, per documentare l’uso delle risorse e l’avanzamento delle misure.

Il voto ha anche messo in evidenza le tensioni politiche tra maggioranza e opposizioni. Pd, M5s e Avs avevano preparato un testo unitario contrario all’uso delle clausole per finanziare le armi, ma quel documento non è stato votato per effetto delle regole di Montecitorio. Giuseppe Conte ha ribadito che il M5s dice no al riarmo, mentre nel Pd l’area riformista ha preso le distanze dal testo comune. Lorenzo Guerini ha chiarito che non lo avrebbe sostenuto nemmeno se fosse arrivato in votazione. Da Avs, Nicola Fratoianni ha rivendicato il contributo dato alla stesura della risoluzione unitaria; la maggioranza, invece, ha rivendicato una scelta utile a finanziare difesa ed energia nel rispetto dei vincoli concordati con l’Ue.