A Bologna è emerso un nuovo video che riporta al centro il caso di Abderrahim Fakir, 42 anni, morto domenica durante un fermo di polizia al Pilastro. Le immagini mostrano i minuti subito successivi al decesso: un’agente della scientifica apre il corpo, avvolto in un lenzuolo e con le caviglie ancora legate, mentre Fakir appare supino, con la bocca aperta, una lunga chiazza di sangue sotto la testa e tracce ematiche anche sul volto.
Per Fabio Anselmo, che assiste i familiari, quel quadro non sarebbe compatibile con l’ipotesi della cocaina. Il legale sostiene che il sangue nei polmoni indichi un’asfissia da compressione e giudica poco affidabile il primo test tossicologico, ricordando che accertamenti seri richiedono più tempo. Nel suo ragionamento richiama anche altri casi noti, come Aldrovandi e Magherini, per contestare la lettura legata alla droga.
Di segno opposto la posizione di Gabriele Bordoni, difensore dei due poliziotti iscritti nel registro 45 bis. Secondo l’avvocato, la macchia sotto la testa deriverebbe da una ferita alla nuca provocata mentre Fakir si muoveva a terra e si graffiava; il sangue sul viso, invece, sarebbe scivolato in avanti quando il corpo era prono. Bordoni parla di una sola lesione autoinflitta e invita a rispettare procura e famiglia, spiegando che si è ora nella fase di analisi degli elementi emersi.
Restano aperti anche gli approfondimenti autoptici. I primi rilievi avrebbero indicato sangue nei polmoni e segni di schiacciamento, ma non è ancora chiaro se la causa sia una compressione avvenuta durante il fermo, manovre rianimatorie o altre circostanze.
La vicenda si intreccia poi con il fronte dell’ordine pubblico. Il sindaco Matteo Lepore, dopo minacce social e messaggi privati anche di morte ricevuti nei giorni scorsi, ha presentato una denuncia-querela il 24 luglio. Sullo sfondo resta anche il confronto con il ministro dell’Interno Piantedosi, che ha parlato di rischi sottovalutati in piazza e annunciato 5mila bodycam; Lepore ha replicato che attaccarlo non risolve i problemi di sicurezza. Per il 26 luglio è prevista una nuova manifestazione a Bologna, con forte allerta per possibili incidenti.