Boldrini sul caso Fakir: “la chiarezza spetta ai magistrati”

Laura Boldrini è intervenuta sulle polemiche nate attorno alla manifestazione di piazza Nettuno e sul caso della morte di Abderrahim Fakir, invitando ad attendere gli accertamenti giudiziari e a non trasformare il confronto pubblico in uno scontro politico. In un’intervista ad Affaritaliani, a margine di un evento alla Camera dei deputati, la vicepresidente della Camera ha espresso anche vicinanza alla famiglia.

Nel commentare le reazioni seguite al presidio di Bologna, Boldrini ha definito «Aggressione al sindaco Matteo Lepore becera e strumentale» il bersaglio delle contestazioni rivolte al primo cittadino. Il riferimento è al momento di raccoglimento convocato in piazza Nettuno per stare vicino ai familiari di Fakir, una scelta che la vicepresidente della Camera ha giudicato opportuna anche per la comunità colpita dal lutto.

Boldrini ha poi richiamato con nettezza il ruolo della magistratura, sottolineando che sono gli inquirenti a dover chiarire i fatti. «la chiarezza spetta ai magistrati», ha detto, chiedendo rispetto per il lavoro giudiziario e invitando a non anticipare conclusioni su una vicenda che, dalle informazioni disponibili, resta affidata ad accertamenti in corso.

Nel suo intervento ha affrontato anche il tema delle procedure operative, sostenendo che serva una formazione adeguata e che non tutte le tecniche siano adatte a ogni situazione. In questo passaggio ha richiamato anche il tema dello spray al peperoncino come elemento da verificare, aggiungendo che «serve formazione adeguata».

La vicepresidente della Camera ha inoltre riportato la posizione della nipote di Abderrahim Fakir, indicandola come contraria alla vendetta e orientata invece a giustizia e trasparenza. Un passaggio che, nelle sue parole, conferma la richiesta di verità arrivata dai familiari e l’esigenza di mantenere il dibattito sul terreno degli accertamenti.

Abderrahim Fakir viene ricordato come una persona morta dopo un intervento di polizia; le fonti lo descrivono come una vittima poco più che quarantenne, senza fissare in modo univoco l’età esatta. Il suo decesso ha portato alla convocazione del presidio in piazza Nettuno, partecipato da molte persone, mentre il dibattito pubblico sul caso continua a contrapporre richieste di verifica e accuse politiche reciproche.