AstraZeneca e Bristol Myers Squibb, colloqui su una fusione che potrebbe valere quasi 400 miliardi

Da alcuni mesi AstraZeneca e Bristol Myers Squibb starebbero valutando una fusione capace di ridisegnare gli equilibri del settore farmaceutico. Se l’operazione arrivasse al traguardo, nascerebbe un gruppo con una capitalizzazione vicina ai 400 miliardi di dollari, sufficiente a collocarlo al quarto posto mondiale nel comparto.

La partita, tuttavia, è ancora aperta. Secondo il Financial Times, che cita fonti vicine al dossier, i contatti proseguono ma non offrono alcuna certezza: nei prossimi mesi potrebbe emergere un accordo, così come potrebbero verificarsi rallentamenti o una brusca interruzione del confronto.

L’eventuale combinazione tra le due società avrebbe una dimensione enorme già guardando ai rispettivi valori di Borsa. AstraZeneca è oggi valutata circa 196 miliardi di sterline, equivalenti a 260 miliardi di dollari, mentre Bristol Myers Squibb si attesta intorno a 133 miliardi di dollari. L’unione metterebbe in comune portafogli di prodotti particolarmente solidi, con un peso importante dell’oncologia, uno dei segmenti più vivaci del mercato.

Per AstraZeneca, guidata da Pascal Soriot dal 2012, un’eventuale fusione segnerebbe una svolta rispetto alla linea seguita nel 2014, quando il gruppo respinse l’offerta di Pfizer e scelse di rafforzarsi da solo. Da allora la società ha ampliato il proprio profilo industriale e ora punta a 80 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030, partendo dai 58,7 miliardi del 2025.

Bristol Myers Squibb arriverebbe invece all’operazione in una posizione più delicata sul fronte brevettuale, con una maggiore esposizione alla scadenza di alcune protezioni su farmaci di punta. Nel 2019 il gruppo aveva acquistato Celgene per 74 miliardi di dollari.

La reazione dei mercati è stata cauta. A Londra il titolo AstraZeneca ha perso inizialmente oltre il 7%, per poi recuperare quasi interamente e ridurre la flessione a circa un punto base. A Wall Street Bristol Myers Squibb è rimasta poco sotto i riflettori, chiudendo in progresso di circa lo 0,7%.