Arrestato Valter Lavitola per l’attentato a Sigfrido Ranucci

Valter Lavitola è stato arrestato e trasferito in carcere con l’accusa di aver commissionato l’attentato esplosivo contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti alla sua abitazione di Campo Ascolano, a Pomezia, vicino Roma.

Il provvedimento è stato disposto dal gip di Roma su richiesta della Procura guidata da Francesco Lo Voi e nel fascicolo viene contestato anche il metodo mafioso. L’esecuzione dell’arresto è stata affidata ai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma. Un analogo provvedimento riguarda anche Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense indicato come intermediario del piano e attualmente latitante in Africa.

Secondo l’impostazione degli inquirenti, Lavitola avrebbe ideato l’azione e incaricato Gomes di individuare chi potesse procurare l’esplosivo e materialmente portare a termine l’attacco. Agli investigatori risulta inoltre che i due abbiano compiuto un sopralluogo a Pomezia il 15 settembre 2025; per Gomes viene indicata anche una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre. Le contestazioni comprendono anche il reclutamento e l’istruzione dei quattro esecutori materiali, tutti di origine campana, per i quali a fine giugno erano già scattate quattro misure cautelari.

La ricostruzione accusatoria si basa su tabulati telefonici e telematici, sul tracciamento dei veicoli e sull’analisi forense dei cellulari. Stando agli investigatori, questi elementi avrebbero smentito gli alibi predisposti dagli indagati.

Lavitola era già finito nel mirino della magistratura dall’inizio di luglio, quando erano state eseguite perquisizioni con sequestro di computer, telefoni, chiavette e appunti. Convocato in Procura l’8 luglio, si era avvalso della facoltà di non rispondere, pur dicendo: Non sono stato io, non so chi possa essere stato e non ho idea del movente. Nei giorni precedenti al fermo aveva anche affermato di aspettarsi un arresto dopo l’interrogatorio.

Il nome del sessantenne salernitano è legato da tempo a vicende giudiziarie e politiche. Nel 2017 è stato condannato a tre anni e mezzo per le pressioni su Berlusconi nel caso delle escort pugliesi; in passato era stato coinvolto anche in un’inchiesta a Panama, conclusa con la consegna alle autorità italiane nel 2012 dopo mesi di latitanza in America Latina.

La vicenda ha avuto effetti anche sul terreno politico. È emerso che Lavitola aveva commissionato un sondaggio su una possibile candidatura di Ranucci nel campo largo, elemento che aveva provocato polemiche e spinto Fratelli d’Italia a parlare di esposto. Lavitola ha negato qualsiasi collegamento tra quel sondaggio e l’attentato. Ranucci, che ha descritto Lavitola come una conoscenza diventata nel tempo anche un rapporto d’amicizia dopo le inchieste di Report, non risulta indagato. Resta da chiarire il movente dell’esplosione e il ruolo preciso di Gomes, che continua a essere ricercato.