Al Meeting di Rimini Antonio Tajani ha scelto di aprire il suo intervento con un duro affondo contro la cultura woke, che ha definito una presenza da eliminare perché, a suo dire, si è diffusa in Europa come una gramigna e non ne rappresenta l’identità.
Il vicepremier e ministro degli Esteri ha poi richiamato le basi dell’Unione europea, che ha descritto come fondata su radici giudaico-cristiane, romane e greche, sull’economia sociale di mercato e sui valori di libertà, solidarietà, sussidiarietà e centralità della persona. Secondo Tajani, una identità forte aiuta anche ad accogliere meglio. Sul tema della pace ha richiamato le parole del Papa e ha sostenuto che la pace non si riduce a slogan o a manifestazioni violente, ma va difesa ogni giorno, in continuità con la missione originaria dell’Europa nata dopo le guerre mondiali. Sul piano fiscale ha detto di essere contrario a ipotesi di extra-profitti e nuove tasse sugli idrocarburi, pur dicendosi disponibile a un confronto con le imprese sul contributo richiesto in una fase difficile.
Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ha messo l’accento sugli effetti indesiderati di alcune norme Ue, che finiscono per ostacolare invece di aiutare. Ha citato in particolare la disciplina sul packaging, giudicata troppo rigida e penalizzante per le piccole e medie imprese, e ha detto di essere orgogliosa che il Parlamento abbia avviato una correzione nelle prossime settimane. Riprendendo Giorgia Meloni, ha parlato della necessità di più soluzioni di buon senso, frase accolta dagli applausi. Ha inoltre insistito sul rafforzamento del mercato unico, avvertendo che la frammentazione sta facendo perdere forza produttiva all’Europa a vantaggio della Cina e di altri concorrenti.
Nel suo intervento Metsola ha definito il momento attuale importante ma difficile, chiedendo responsabilità e chiarezza su ciò che funziona e su ciò che va corretto. Ha anticipato anche un passaggio sui migranti e, sul fronte della transizione verde, ha spiegato che un approccio più pragmatico per tutelare le imprese è già in corso e verrà sviluppato nelle prossime settimane, come nel caso del packaging.
Giuseppe Valditara ha annunciato l’idea di proporre l’obbligo di studio dell’italiano per i genitori degli studenti con difficoltà scolastiche o di relazione con la comunità scolastica. Ha motivato la proposta dicendo che non si può disperdere a casa ciò che si apprende a scuola e che la lingua è decisiva nel dialogo con i docenti. Il ministro dell’Istruzione ha richiamato anche il dato della dispersione scolastica, indicata al 26% tra gli studenti stranieri e al 6% tra quelli italiani.
Dal fronte economico Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha chiesto che a settembre venga sancita la fine dei vincoli del patto di stabilità. In caso contrario, ha avvertito, diventerà più difficile sostenere i settori in crisi e gestire un mercato molto difficile, anche perché i Paesi europei restano divisi da strumenti di bilancio diversi e quindi da velocità diverse negli aiuti alle imprese.
Infine Gilberto Pichetto Fratin ha ricordato che l’Italia è stata a lungo dipendente dal gas per la produzione elettrica e che la domanda di elettricità è destinata a crescere di circa il 50% nei prossimi 15 anni. Ha spiegato che il gas continuerà ad avere una funzione di accompagnamento e stabilizzazione della rete, ma ha rivendicato l’aumento delle rinnovabili: 28 GW di nuova capacità già aggiunti e altri 22 GW con parere favorevole ma ancora bloccati dalle autorizzazioni. Ha anche sottolineato che nel 2025 le rinnovabili hanno superato il gas nel mix elettrico e ha indicato fotovoltaico, eolico, geotermico e idroelettrico come leve per abbassare i costi. Sul nucleare ha confermato l’obiettivo di presentare entro fine anno i decreti legislativi per tornare alla produzione da questa fonte, pur riconoscendo che l’iter potrà richiedere tempo, anche per il passaggio in Conferenza Stato-Regioni.
Nel programma del Meeting figuravano inoltre un confronto serale tra Enrico Mentana e Bruno Vespa sulla storia dell’Italia presente, un incontro sulla riforma della scuola con esponenti di Forza Italia, Italia Viva, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Partito Democratico, e una riflessione sui rischi dell’uso precoce e incontrollato degli strumenti digitali da parte di bambini e adolescenti.